

Rocco Melideo, il grande terzino neroverde degli Anni 50 ed anche uno dei calciatori teatini arrivati a più alti livelli professionali, è stato uno degli ospiti “storici” del Museo Grigio, il tempio dell’Alessandria Calcio. Rocco è una vera “istituzione” della squadra piemontese avendo indossato la maglia grigia dal 1960 al 1966 in serie B. Vi si trasferì, insieme con Radames Pizzolitto, dopo la lunga e importante esperienza maturata nel Chieti. L’occasione per il ritorno ad Alessandria è stata la presentazione del libro “Grigi in B” (tra gli autori c’è anche la giornalista Mimma Caligaris) che in 198 pagine ripercorre la cavalcata della squadra alessandrina nei suoi 110 anni di vita, anniversario coinciso con la promozione tra i cadetti conquistata la scorsa stagione dalla formazione di Moreno Longo. Un traguardo a lungo inseguito e finalmente raggiunto a giugno nella finale playoff contro il Padova. Il successo è stato ottenuto ai rigori e l’altra sera, con Melideo, c’era anche Matteo Rubin, il difensore che ha trasformato l’ultimo decisivo penalty in quella quasi drammatica sfida. Altro ospite Tony Colombo, bandiera dei grigi con le oltre 450 presenze nell’Alessandria. Bellissimo il dono ideato per Melideo: gli è stata consegnata la maglia che quest’anno indossa l’Alessandria, con il “suo” numero 2. Dopo la presentazione, Rocco, nella suggestiva location dello storico stadio “Moccagatta”, è stato anche intervistato nell’ambito del quotidiano approfondimento dedicato ai 110 anni dei grigi. Rivedere il campo di tante sue esibizioni gli ha dato un’emozione fortissima, unica. “Sì, mi sono emozionato” ha detto. Come accadrebbe se rivedesse la sua vecchia Civitella…
