In una gremita Piazza Vico, con il beneaugurante suono delle campane della Chiesa di San Domenico, è stato presentato (ufficialmente) il libro sul “Centenario del Chieti 1922/2022” (edizioni “Il Viandante”) scritto dai giornalisti teatini Franco Zappacosta e Giuseppe Rendine.

Sul palco Stefano Marchionno, presidente del Comitato del Centenario, gli autori, l’editore Arturo Bernava, ha diretto il talk Silvano Barone Caporedattore centrale della Rai, teatino, che agli esordi professionali è stato giovane cronista sportivo proprio al seguito del Chieti “e addirittura anche addetto stampa del Chieti di cui era presidente Vittorio Barbiero”, metà degli Anni 80, ha simpaticamente ricordato Barone.

Sono intervenuti il sindaco Diego Ferrara e l’assessore Manuel Pantalone. Presenti l’allenatore del Chieti Alessandro Lucarelli, il capitano Antonio Aquilanti e il bomber Luca Fabrizi, notato anche Stefano Sgherri, amato attaccante del passato, folta la rappresentanza della Curva Volpi che non manca mai quando si parla di calcio neroverde e che nel corso dell’ultima stagione, conclusa dal Chieti con una salvezza raggiunta alla stratosferica quota di 49 punti, ha assicurato prezioso e costante sostegno, sempre – bisogna sottolineare – a prescindere dal risultato del campo. Tra il pubblico anche la Signora Carboncini, moglie di Claudio, indimenticabile difensore e capitano del Chieti nei primi Anni 60.

Introduzione di rito da parte del presidente Stefano Marchionno, l’avvocato guida il Comitato che si è accollato l’onere delle iniziative celebrative dei 100 anni neroverdi. Un calendario di eventi che aperto nel pomeriggio di sabato 8 gennaio con la collocazione di una targa commemorativa su quel che resta del muro della mitica Civitella, in via Pianell, ha poi proposto una serie di appuntamenti, molto apprezzati, fino alla presentazione del libro che racconta la storia di un secolo di calcio a Chieti. Arturo Bernava ha illustrato l’importanza che il volume riveste per la casa editoriale da lui diretta e quindi la conversazione è entrata nel vivo con Zappacosta e Rendine. Coautori ma il lavoro ha seguito un percorso distinto nel senso che Zappacosta si è occupato della prima parte del secolo, dalla fondazione della società (nel 1922) fino agli Anni 70 culminati nel trasferimento dalla Civitella allo stadio intitolato a Guido Angelini. Tratteggiato poi il periodo che porta all’arrivo di Mario Mancaniello. Inizia dall’illuminata gestione di questo ex ufficiale della Guardia Finanza per arrivare ai giorni nostri la parte narrativa scritta da Beppe Rendine: la fine degli Anni 80, il ritorno di Volpi, la promozione in C1, gli eccellenti campionati legati al nome di Antonio Buccilli, quindi le stagioni del declino e infine quelle della graduale ripresa con l’avvento dell’attuale patron Giulio Trevisan.

Il pomeriggio ha avuto altri bellissimi momenti con le premiazioni di protagonisti di ieri e di oggi. Targhe del Comitato sono state consegnate ad Arturo De Pedri, il capitano che vanta il maggior numero di presenze nel Chieti, quasi 300. Milanese di origine ma vero teatino di adozione, De Pedri (classe 1942) non ha nascosto la propria commozione.

A sorpresa premiato anche Antonio Lancioni che facendo parte del Comitato è stato tenuto all’oscuro di tutto (Lancioni ha costituito per oltre un decennio con De Pedri una storica coppia di terzini neroverdi).

Quindi è toccato ai protagonisti dell’ultimo Chieti. Hanno ricevuto targhe l’allenatore Alessandro Lucarelli, che alla guida del Chieti ha vinto due campionati (difficilissimi entrambi) di Eccellenza e una bella medaglia è pure la recente salvezza ottenuta; il capitano Antonio Aquilanti, autentico leader del gruppo in campo e all’interno dello spogliatoio; Luca Fabrizi, l’attaccante che con i suoi 16 gol ha fornito un contributo decisivo alla permanenza in serie D. Inoltre al tecnico neroverde targa da parte del Comune di Chieti, consegnatagli dal sindaco Ferrara e dall’assessore Pantalone.


Il libro sul Centenario sta riscuotendo unanimi apprezzamenti e gli elogi ripagano non tanto l’impegno degli autori (che per il lavoro non hanno chiesto alcun compenso) quanto la volontà del Comitato che al volume ha attribuito enorme importanza perché possa restare la traccia delle celebrazioni di una storica data per i colori neroverdi.

