Un’estate trascorsa senza nemmeno curare l’ordinaria manutenzione ha ridotto in condizioni pietose il manto dello stadio Angelini. Larghe sono le zone ormai prive di erba, qua e là macchie gialle, superficie con diffuse irregolarità. L’allenatore Lucarelli se ne era già lamentato al termine dell’allenamento contro il Casal Barriera, unica amichevole disputata dai neroverdi sul terreno dell’Angelini proprio per preservarlo. Ma non è servito a niente, come è stato inutile l’aver limitato gli allenamenti solo ai primi cinque giorni di preparazione. Nel corso del minitorneo di Eccellenza, da aprile a giugno scorsi, la situazione era sembrata accettabile, ma chiusa l’attività legata alla stagione scorsa, il campo è rimasto abbandonato e l’incuria ha avuto effetti ora evidenti. Domenica si giocherà, nemmeno c’è più tempo per pensare a un campo neutro, ma per ripristinare condizioni a dir poco passabili occorrono interventi urgenti. Speriamo che il Comune che pure aveva stabilito con il Chieti rapporti di grande cordialità riaprendo l’Angelini nell’ottobre dell’anno scorso, malgrado le difficoltà economiche nelle quali si dibatte, decida un programma di manutenzione che abbia nella continuità e nell’accuratezza gli elementi distintivi.

Anche perché le tariffe sono state ritoccate in misura decisamente sensibile, cosa che ha costretto la società a sua volta ad aumentare il prezzo dei biglietti d’ingresso, decisione che ha subito suscitato polemiche reazioni negli ambienti della tifoseria. Con l’amministrazione Di Primio l’utilizzo dello stadio richiedeva un costo unico di 700 euro a gara. La dichiarazione del dissesto finanziario ha indotto la giunta Ferrara a un generale giro di vite e le tariffe di molti servizi sono aumentate. Infatti ora per lo stadio i costi sono questi: con apertura di due settori 1.800,00 euro (con accensione delle luci 2.000); con apertura di tre settori si sale a 2.100 euro (2.300,00 a riflettori accesi).

In definitiva pur comprendendo le ragioni di tutti, occorre cercare punti d’intesa. Non c’è nulla che non possa essere rivisto e riscritto.

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