
“A margine del consiglio comunale di giovedì 21 aprile in cui abbiamo già evidenziato tutta la precarietà del piano di riequilibrio finanziario, presentato dalla maggioranza del Sindaco Ferrara, sorgono nuovi elementi che confermano quanto da noi esposto. Il piano di riequilibrio, frutto di una scelta frettolosa poggia su quattro pilastri indefiniti”. E’ quanto si legge in una nota dei gruppi consiliari Fratelli d’Italia e Udc al Comune di Chieti. Il taglio di spese non menzionate, l’aumento indiscriminato delle entrate, che comporta la scellerata scelta della chiusura di tutti i nidi comunali affidati ai privati, le transazioni con i maggiori creditori del comune, e una nuova politica di riscossione tutta da definire (ancora effettuata la verifica da parte di Kmpg sulla Teate servizi). “Come ho affermato in consiglio comunale, dice il capogruppo di Fdi Carla Di Biase, non tutte le transazioni sono veritiere. Come ricordato all’assessore Raimondi, il negozio giuridico della transazione (come da art. 1167 cc e sent. Corte Cass. Sez. II 3.3.2014) presuppone un accordo scritto e non verbale. Tale accordo è avvenuto solo con due dei creditori inseriti nel piano di riequilibrio. È del 20 aprile la nota con cui l’Ersi diffida il Comune al pagamento della cifra vantata. “Tale debito risalente al 2007 (amministrazione Ricci), che è stato oggetto di una trattativa seguita dal Presidente del consiglio Luigi Febo (come si evince dall’intestazione in epigrafe), dice il capogruppo Udc Mario De Lio, non ha visto buon fine. L’Ersi infatti ha dato incarico e mandato al suo legale di procedere al recupero delle somme pretese”. “Nessuna risposta scritta né orale è pervenuta, invece, dal consorzio, aggiunge il consigliere Roberto Miscia (Fdi). Tale modalità di procedere oltre a confermare quanto da noi sostenuto apre lo spettro del dissesto pilotato. Se infatti venisse a cadere tale pilastro questo piano non avrebbe le gambe per camminare. È gravissimo conclude Giuseppe Giampietro (Fdi) quanto affermato dall’assessore e quanto dichiarato all’interno del piano. Ci troviamo di fronte all’attestazione falsa in atto pubblico, ancor più grave se si pensa all’importanza che tale atto ha per il futuro della città. Ci riserviamo e stiamo valutato le azioni da intraprendere, certo è che se queste sono le premesse il futuro dei prossimi 20 30 anni si prevede triste e incerto”.
