Stefano Maria Simone
Lunedì 8 settembre 2025, allo Sferisterio di Macerata, è andata in scena la nuova commedia dell’attore, drammaturgo e regista napoletano Vincenzo Salemme dal titolo “Ogni promessa è debito”, da lui scritta, diretta ed interpretata insieme alla sua compagnia.
La pièce, come specificato dall’autore nelle note di regia, vede protagonista “Benedetto croce, proprietario di una piccola pizzeria sulla spiaggia di Bacoli. L’uomo, a bordo di una barca, finisce sugli scogli ritrovandosi disperso in mare insieme ai suoi figli e al suo cameriere di sala. Privo di sensi per un colpo in testa durante l’incidente, riesce a rivolgersi a Sant’Anna e lancia un messaggio dalla radio di bordo: “vi prego, se venite a salvarci, io faccio un voto a Sant’Anna, prometto di donare 5.557.382 euro e 60 centesimi!”. Una barca raccoglie il suo appello e li soccorre. Il fatto è che Benedetto Croce, una volta risvegliatosi dallo svenimento, non ricorda proprio nulla di tutto questo. Ma, una volta tornato a casa, tutti gli chiedono conto di quel voto. I figli perché vogliono sapere se il loro papà, vedovo e pieno di debiti, possegga davvero tutti quei soldi e gli altri, dal sindaco al parroco della chiesa di Sant’Anna, dai soccorritori al fratello Gaetano, dalla banca ai dipendenti in attesa degli stipendi arretrati, perché vantano diritti su quella donazione. Nessuno, insomma, pare voglia tenere in conto che il pover’uomo ha sì fatto un voto a Sant’Anna ma lo ha fatto mentre dormiva e quindi non in piena e lucida coscienza.”
Come suo solito, Vincenzo Salemme, presenta una commedia fresca e divertente capace anche di far riflettere sui controsensi della società, i difetti e le ipocrisie del genere umano. Qua e là, sistemate ad arte, sono facilmente riconoscibili alcune delle gag più celebri dell’autore partenopeo che rimandano alle sue storiche rappresentazioni quali il capolavoro indiscusso “È fuori nevica”, oltre che le pietre miliari della produzione “Una festa esagerata” e “Con tutto il cuore”. Scenette sempre godibili e che non stancano mai, merito dell’interpretazione esplosiva di Salemme, un fuoriclasse del teatro italiano, e dei suoi attori. Una menzione speciale, infatti, va ad Antonio Guerriero, vera spalla comica di Salemme, che in questa pièce si trasforma da caratterista a comprimario incarnando ancora lo stereotipo dell’idiota fanciullesco ed innalzandolo ai massimi livelli con la sua grande capacità di reggere la scena anche solo mediante la mimica gestuale. Il resto del cast, ottimamente in parte, incarna ogni carattere umano negativo, volutamente esagerato dall’autore per metterlo in netta contrapposizione con il protagonista, la classica persona per bene che si ritrova in un mondo così grottesco e falsato da renderlo un “fesso” agli occhi degli altri. Una persona che deve fare i conti con una gravosa questione morale cercando una soluzione corretta ondeggiando tra l’egoismo e la giustizia. Ecco che vengono alla luce, attraverso lo sguardo di Benedetto, il fanatismo religioso, la corruzione politica, il disinteresse comune, l’illusione costruita a tavolino per fuggire dalla realtà e l’infrangersi dei sogni. Tutti aspetti che confluiscono poi in un finale decisamente sorprendente. In conclusione, Vincenzo Salemme confeziona una commedia a tratti amara che dipinge appieno la nostra schiacciante attualità.
