Pubblichiamo di seguito la nota dell’avvocato Laura Melchiorre, responsabile femminile UdC Chieti. “Sono trascorsi due anni dall’insediamento della nuova amministrazione e la città dal punto di vista delle attività commerciali e produttive non mi sembra abbia assunto un volto nuovo. Nessuna logica globale di intervento sul sistema urbano è stata messa in atto: dal piano soste e parcheggi, al trasporto, alla pedonalizzazione del centro, all’arredo pubblico urbano, al verde in città, e soprattutto lungo le piazze e le vie del centro cittadino, ai collegamenti veloci tra Chieti e Chieti Scalo. Anzi poco o quasi nulla di ciò che era stato auspicato nelle linee programmatiche, relative alle azioni e progetti da realizzare nel corso del mandato politico-amministrativo dell’attuale maggioranza, sembra sia stato messo a punto in tema di attività produttive e di commercio per arginare la chiusura di negozi o rivitalizzare io settore. Circostanza di non poco conto considerando che le attività commerciali di vicinato, all’interno del tessuto urbano e del centro, possiedono uno straordinario valore aggregativo e sociale che non può essere sottovalutato: si esce di casa e si cammina per le strade, se si ha una destinazione, un motivo per uscire di casa. Ed uscendo di casa si vive anche il proprio territorio e ci si relaziona socialmente con gli altri cittadini che si incontrano per strada, mossi anch’essi da una ragione, da una meta e da un motivo. Non dimentichiamo in ultimo che lo spegnere le luci delle insegne e delle attività comporta delle conseguenze significative non solo in termini di perdita di momenti quotidiani di socializzazione, ma anche in termini di insicurezza nelle strade. Soprattutto dopo il covid sarebbe stato strategico e fondamentale il ruolo economico e sociale, degli acquisti “sotto casa”, dei negozi di prossimità, dei pubblici esercizi e delle attività turistiche e di servizio. Una rete capillare di piccole imprese che, in particolare nelle periferie delle grandi città, rappresenta un presidio importante anche per alleggerire la tensione sociale e il diffuso senso di insicurezza, riuscendo a ricucire il legame tra luoghi, persone e imprese, a favore di percorsi di legalità, inclusione e sviluppo. Sicuramente la situazione attuale è più che drammatica ma c’è ancora una flebile speranza di vedere finalmente politiche di rigenerazione urbana innovative e progetti in grado di valorizzare il commercio quale parte integrante dell’identità e dello sviluppo urbano della nostra Teate”.