Le mafie ieri e oggi, tema seppur tanto analizzato e dibattuto, rimane ancora con tante zone d’ombra. è proprio sull’evoluzione delle attività criminali delle organizzazioni mafiose, che si è sviluppata la tesi di Francesca Cecere, di Chieti, neolaureata in Sociologia e Criminologia nell’ateneo D’Annunzio. È proprio l’autrice a presentare la tesi a Ripa Teatina, insieme a Gilda Pescara, presidente del presidio Libera Chieti “Attilio Romanò”. “La mafia si combatte a scuola, è un cancro anche culturale, serve contrastarlo educando le nuove generazioni alla legalità.” – ha evidenziato la rappresentante di Libera, l’associazione fondata da Don Luigi Ciotti nel 1995, che si batte affinché i beni confiscati alla malavita diventino beni della comunità. Anche in Abruzzo, sono oltre duecento gli immobili e i terreni sottratti alle associazioni mafiose, che oggi sono strutture che gli enti pubblici hanno messo a disposizione di associazioni, enti caritatevoli, aggregativi. “La mafia è nello Stato”, è la risposta prevalente, che emerge nel questionario proposto a mille abruzzesi, prevalentemente tra i 26 e i 30 anni, che Francesca Cecere ha realizzato per l’ultimo capitolo della tesi. Secondo la ricerca, dunque, i giovani sono convinti che i tentacoli delle organizzazioni mafiose siano arrivate ai poteri dello Stato.
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