Ma vì li sò arcundat mai?: a tu per tu con la regista Valeria Almonti

di Stefano Maria Simone

Prosegue la settima edizione della Rassegna di Teatro Amatoriale, “Premio Marrucino” 2024, organizzata dalla Deputazione Teatrale del Teatro Marrucino di Chieti in collaborazione con la sezione regionale della F.I.T.A (Federazione Italiana Teatro Amatori) presieduta da Antonio Potere.
Venerdì 1 marzo è andata in scena “Ma vì lì so arcundat mai? Ovvero la cose chiù belle”, una commedia brillante in due atti scritta da Antonio Ranalli, diretta da Valeria Almonti e Chiara Dell’Arena ed interpretata dalla compagnia “Lu Passatempe” di Penne.
Prima di assistere alla spassosissima rappresentazione, ho avuto modo di conversare con la signora Almonti.
“Mi racconti un po’ la storia della vostra compagnia teatrale.”
“Allora, nasciamo nel 2007 come un gruppo di amici uniti dalla volontà di divertirci trascorrendo del tempo insieme. Siamo amanti della buona risata. Non a caso il nostro motto è “divertirci per divertire”. Questa avventura è iniziata un po’ per caso. Praticamente, tutti gli anni, i miei genitori assieme ad altri, si occupavano dell’organizzazione della recita dei bambini in chiesa fino a che per un motivo o per un altro nessuno di loro era disponibile. Perciò gli adulti, per evitare di lasciare la parrocchia senza lo spettacolo, hanno deciso di mettersi in gioco recitando.”
“Perché, per prendere parte al “Premio Marrucino”, avete scelto proprio Ma vì lì so arcundat mai?”
“Partiamo dal presupposto che a noi piace molto divertirci, pertanto cerchiamo innanzitutto una commedia che ci colpisca. Attualmente non scriviamo quindi ci appoggiamo ad altri autori. Certo, magari possiamo anche adattare una pièce in base a quello che è il nostro gusto personale. Infatti la commedia di questa sera era già stata portata in scena da Tonino Ranalli, il suo ideatore, e noi abbiamo fatto lo stesso con alcune modifiche.”
“All’interno della compagnia, lei si occupa solo della regia?”
“Diciamo che in realtà sono una maschera dai mille volti. Nel senso che nonostante il mio ruolo rimanga al di fuori del palco, può capitare che a volte qualche attore sia costretto ad assentarsi a causa di impegni lavorativi o familiari e in quella circostanza piuttosto che negare la rappresentazione al pubblico mi sono trovata a dover calcare la scena.”
“Nell’opera che vedremo tra poco viene veicolato un messaggio?”
“Sì. Alla fine, in tutte le commedie cerchiamo sempre di far divertire ma soprattutto di educare. È sempre stato il nostro mantra.”

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