Prosegue il ciclo di incontri dedicato alla riscoperta dell’identità culturale abruzzese con “Chieti prima di Chieti – Chieti e l’Abruzzo intellettuale”, l’iniziativa promossa dall’Associazione culturale Teate Nostra insieme ai Dipartimenti di Lettere, Arti e Scienze Sociali e di Studi Socio-Economici, Gestionali e Statistici dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara.
Gli appuntamenti, in programma dall’8 aprile al 3 giugno 2026, si tengono nell’Auditorium “V. Cianfarani” del Museo Archeologico La Civitella, luogo simbolico per riflettere sulle radici storiche del territorio.
Il prossimo incontro, fissato per mercoledì 8 aprile alle ore 17.30, sarà dedicato al tema “Scrivere di storia nell’Abruzzo del Seicento” e vedrà protagonisti gli storici Giuseppe Mrozek e Alister Filippini, con la partecipazione del Gruppo Danze Teate Nostra.
Mrozek, professore associato di Storia moderna, è specializzato nello studio della monarchia degli Asburgo di Spagna tra XVI e XVII secolo e delle dinamiche politiche e culturali nel Regno di Napoli. Tra le sue ricerche più recenti, particolare attenzione è rivolta anche ai graffiti carcerari di età moderna. Durante il suo intervento offrirà una lettura del contesto storico dell’Abruzzo seicentesco, soffermandosi sull’evoluzione istituzionale e sul ruolo delle élites culturali. Al centro della sua analisi, l’uso della storia come strumento politico: un processo che portò alcuni intellettuali locali a ricostruire – e talvolta reinterpretare – le origini di Chieti e di altri centri della regione.
A seguire, Filippini, professore associato di Storia romana ed epigrafia latina, guiderà il pubblico in un percorso ancora più a ritroso nel tempo. Romano di origine ma teatino d’adozione, il docente vanta una lunga esperienza accademica e sul campo, con partecipazioni a missioni archeologiche internazionali, in particolare in Turchia e in Italia. Il suo intervento approfondirà il rapporto tra le narrazioni storiche del Seicento e il passato italico e romano, evidenziando come gli autori dell’epoca cercassero di creare un legame tra il loro presente e un passato remoto, percepito al contempo come distante e familiare.
L’incontro si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione della memoria storica locale, offrendo al pubblico l’occasione di comprendere come la storia, oltre a essere disciplina di studio, possa diventare uno strumento di costruzione dell’identità collettiva.
