#VENERDI’ IN SALA # Rubrica di cultura a cura di Rosa Anna Buonomo

 

 

«È un musical che tocca le corde dell’anima».

C’è grande attesa al Teatro Savoia di Campobasso per la prima nazionale di “Lucia – Una luce nella notte”, che andrà in scena dal 7 al 10 aprile. L’opera, liberamente ispirata alla vita di Santa Lucia, vissuta in Sicilia durante la grande persecuzione cristiana voluta dall’imperatore Diocleziano, porta la firma del cantautore, musicista e compositore Auro Zelli. Torinese di nascita, vive fin da quando era giovanissimo a San Salvo.

La gestazione dello spettacolo dedicato alla Santa martire di Siracusa è durata quattro anni.

«L’ispirazione è venuta da una scintilla»racconta Auro Zelli al Giornale di Chieti. «Il parroco della mia città mi commissionò una canzone su Santa Lucia. Molto sapevo già, grazie alle mie letture fanciullesche, che ho approfondito. Da questa canzone c’è stata la voglia di creare qualcosa di più articolato: altre canzoni e altre musiche per raccontare la vita di Lucia, la sua storia. Ho iniziato, così, a documentarmi».

Comincia, dunque, per Auro un intenso lavoro di ricerca.

«Non è stato molto semplice, perché ci sono molte parti della storia di Lucia che sono avvolte dalla leggenda. Ma c’è qualcosa di assolutamente certificato: l’atto che è conservato in Vaticano, quello contenente il suo ingiusto processo e il suo martirio. L’ho studiato. Quell’atto è stato un punto di partenza per costruire la storia, che ho romanzato».

Il musical ha cominciato a prendere corpo. Da una base reale, il martirio di Santa Lucia e la feroce persecuzione dei cristiani del 303 d.C., costruiscela storia, mescolando personaggi realmente esistiti e figure nate dalla sua fantasia.

«“Lucia” è un atto unico: un’ora e mezza di musica ed emozioni. Attraverso la storia della Santa martire siciliana ho cercato di fare un parallelo tra ieri e oggi. Tratto varie tematiche, dalla violenza sulle donne al razzismo. Cambia il contesto storico, ma l’umanità resta la stessa».

A condannare a morte Lucia fu il console Pascasio, come rivela la documentazione custodita in Vaticano.

«Pascasio è uno dei protagonisti del musical: una persona potente, viscida, malvagia. Un personaggio inventato è, invece, Demetrio: il capo dei centurioni, braccio destro fedelissimo di Pascasio, pagano, che si innamorerà di Lucia. Tra tutte le cose che ho firmato, sicuramente questa è l’opera che mi ha segnato di più dal punto di vista emotivo. La ricerca iniziale è stata molto meticolosa, mi sono confrontato anche con membri del clero che potessero aiutarmi a capire meglio questa figura meravigliosa e importante. Vista la drammaticità della storia, ho voluto rendere il tutto molto semplice dal punto di vista del linguaggio, cercando di non appesantire con risvolti dogmatici estremamente complessi».

Tra i protagonisti della pre-produzione figurano nomi di spicco come Luca Velletri, Antonella Arancio, Mario Zucca ed Emanuela Tittocchia, che hanno dato al musical, attraverso le registrazioni, un tocco di preziosità in più.

«Un punto di forza dello spettacolo è sicuramente l’emozione. Sembra banale dirlo, ma è un musical che tocca le corde dell’anima. È una storia che offre tanti spunti importanti di riflessione su ciò che viviamo quotidianamente».

Lucia è interpretata da Denyse Rossetti, Demetrio da Massimiliano Evangelista. A vestire i panni di Pascasio è, invece, Danilo Napoleone. Oltre ai testi e alle musiche, Zelli ha firmato gli arrangiamenti e la regia. Il cast è abruzzese e molisano, mentre il corpo di ballo è composto da elementi provenienti da Abruzzo e Marche.

1 commento to: La storia di Santa Lucia vive nel musical del sansalvese Auro Zelli, in scena in prima nazionale ad aprile a Campobasso

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