La storia del soldato Riccardo D’Annibale vissuta anche della sezione di Chieti dell’Associazione Nazionale Carabinieri

Pubblichiamo di seguito il comunicato della sezione di Chieti dell’Associazione nazionale Carabinieri.

Questa mattina (lunedi 27 gennaio 2025) presso il Palazzo del Governo, il Prefetto di Chieti, Dott. Gaetano Cupello, in occasione della Giornata della Memoria, durante la cerimonia, alla presenza di Autorità Civili e Militari ha consegnato la Medaglia d’onore dei cittadini italiani deportati e internati nei lager. La benemerenza al soldato Riccardo D’Annibale è stata consegnata alla figlia signora Maria Rosaria D’Annibale, Benemerita dell’Associazione Nazionale Carabinieri – sezione di Chieti presieduta da Mario Colantonio, presente alla cerimonia con i familiari nipoti Ambra Porreca, coordinatrice delle Benemerite della Sezione ANC di Chieti, Antonio Porreca, simpatizzante ANC, ed il marito Marco Porreca, luogotenente dell’E.I. in pensione.
La storia del militare Riccardo D’Annibale, nato l’11 aprile 1921 a Montereale (AQ), non discosta dalle tante altre che hanno caratterizzato la vita di molti giovani in quei tristi avvenimenti bellici durante la seconda Guerra Mondiale. Il soldato D’Annibale il 17 settembre 1942 (21 anni) venne chiamato alle armi e il 26 settembre partì per l’Egeo. Imbarcato a Rodi, partecipò dall’8 ottobre 1942  all’8 settembre 1943 alle ripetute operazioni di guerra svoltesi nel Mar Mediterraneo (Egeo) col 9° Rgt. Fanteria. Il 12 settembre 1943, catturato dai tedeschi nel Mare Egeo, fu internato al campo di concentramento di Buchenwald n°135509 – Weimar, in Freiheit Gesetzt, per ammalati non collaboratori dei Tedeschi, con il numero identificativo 18009, e venne liberato l’11 aprile 1945 dagli Inglesi (giorno del suo 24°compleanno). Ben 2 volte fu ricoverato presso il 234° Ospedale da Campo, poi dimesso e rientrato al campo. Nei documenti militare si riporta “Onorevole comportamento tenuto all’atto della cattura e la buona condotta tenuta durante il periodo di prigionia come da comunicazione della commissione interrogatrice de L’Aquila”.
Si sposò nel 1946 con Elia De Angelis e nacquero due figli, Gabriele e Maria Rosaria. Si trasferì nel 1958 a Roma con la famiglia per lavoro fino al pensionamento, per ritornare a Montereale (Aq) dove morì il 10 febbraio 1990. Conferitagli la croce al merito di guerra in virtù del R.D. 14-12-1942 n.1729 e del R.D. 4-5-1951 n. 571 (per internamento in Germania dopo l’8 settembre 1943).
Questa speciale benemerenza è prevista dalla legge n. 296 del 27 dicembre 2006 per rendere omaggio, ai cittadini italiani militari e civili, deportati ed internati nei lager. È importante mantenere nella memoria di tutti il dolore e la morte che provoca la Guerra, ma bisogna ricordare anche il coraggio di tanti giovani, come il soldato Riccardo D’Annibale, tornati a casa dopo indescrivibili sofferenze, e che con la speranza nel cuore hanno avuto la forza di reagire, creare una famiglia e contribuire alla rinascita ed alla crescita della nostra Italia migliore.

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