“Sulla composizione della prossima Giunta Ferrara e soprattutto sui tempi in cui essa andrebbe ricomposta, a nome e per conto di chi interviene il Segretario cittadino del PD, Enrico Iacobitti, che nella sua autorevole gestione dirigenziale ha visto il Gruppo consiliare del Partito del Sindaco ridursi da cinque consiglieri a soli tre perdendo peraltro, e chissà perché, le due altre donne elette senza surroga in quel gruppo?” È la domanda che si pone la Consigliera comunale Di Roberto che sottolinea: “Iacobitti stesso dice di dover ancora convocare il Direttivo cittadino del PD per discutere delle nomine assessorili in seno al Governo Ferrara, quindi in rappresentanza di chi, se non di se stesso o chi per lui, dà indicazioni al Presidente del Consiglio e con esso ai Gruppi politici consiliari di riunire la maggioranza per una riflessione condivisa sulle Deleghe da attribuirsi? Soprattutto non era lui quello che pubblicamente all’atto delle dimissioni dell’Assessore Raimondi aveva escluso il coinvolgimento dei Partiti nelle scelte future del Sindaco? Inoltre, in virtù di quali dichiarazioni e esternazioni pubbliche o private del Sindaco, si sente lui autorizzato oggi a rendersene interprete e comunicatore? Quando e dove il Sindaco Ferrara avrebbe dichiarato di voler aspettare l’approvazione ministeriale del Bilancio stabilmente riequilibrato prima di ricomporre la Giunta teatina? Probabilmente Iacobitti ha facoltà precognitive, oppure più semplicemente e verosimilmente fa da ventriloquo ai suggerimenti e desiderata di chi non si preoccupa del come andare avanti per garantire il riequilibrio dell’Ente, ma che invece dimostra di avere, ogni volta, il solo esclusivo interesse ad andare avanti costi quel che costi, anche se poi quel costo dovesse concretizzarsi, dopo la bocciatura del Piano di riequilibrio e la Delibera di Dissesto, anche nell’ulteriore bocciatura ministeriale del Bilancio riequilibrato! Il ragionamento di Iacobitti, e di tutti quelli che dovessero sostenerlo, è invece fallace, incongruo, illogico, a parer mio anche sconsiderato! E lo è proprio nel merito da lui stesso sollevato: è vero che sarà il Ministero a decretare l’efficienza, l’efficacia, la congruità, la corrispondenza del Bilancio riequilibrato da approvarsi in Consiglio il 27 novembre, rispetto all’infausta alternativa del Commissariamento prefettizio, ma è altrettanto vero che proprio quel Ministero nei prossimi mesi si aspetta di vedere l’attuazione delle misure predisposte in Programmazione e Bilancio, di vederne la consistenza, di imporre ulteriori correttivi, di chiedere che si forniscano relazioni ulteriori: esattamente come fatto in fase di valutazione del Piano di Riequilibrato, il lavoro della Giunta e del Consiglio Comunale non si conclude con la trasmissione di questo Bilancio al Ministero, ma anzi il grosso del lavoro è ancora dal venire! Alla luce di questa realtà: come si può supporre di affrontare tutta la strada che questa Amministrazione ha ancora da fare per evitare il Commissariamento prefettizio della città, senza più Assessori capaci non soltanto rispetto alla propria Delega ma anche rispetto al quadro amministrativo generale che tutto è tranne che risolto, ma anzi ancor più complesso in virtù della doppia gestione finanziaria dell’Ente che con l’insediamento dell’OSL viaggia su due binari diversi, ordinaria e straordinaria, dove la prima deve comunque tener conto alla seconda? Come si può anche solo pensare di poter aspettare aprile 2024 per riattribuire gli Assessorati? Dopo aver perso Assessori indiscutibilmente capaci, professionalmente preparati, autorevoli e competenti non solo dal punto di vista politico, ma anche di valore aggiunto nel quadro generale dell’Amministrazione, oggi si ha la presunzione di poter pensare di governare il Dissesto soltanto con la Giunta per come composta attualmente? Nessuno si senta offeso, ma come Consigliere comunale che in Aula dovrà responsabilmente votare il Bilancio che decreterà definitivamente il futuro di Chieti, non si ritiene di potersi affidare nuovamente a scelte di tipo fiduciario, bensì ci si aspetta di avere assoluta contezza e garanzia rispetto a chi a quel Bilancio dovrà dare attuazione. Il Segretario del PD – conclude Di Roberto -bene farebbe, dunque, a farsi portavoce di questo: dell’assoluta necessità di immettere subito in Giunta nuove e riconosciute competenze espresse da persone capaci di essere utili non alla politica, ma all’amministrazione, agli amministrativi e agli amministratori. In caso contrario, piuttosto che dirsi, contraddirsi, e continuare ad inficiare la credibilità del simbolo che formalmente rappresenta, si astenesse dal farsi avanti quando gli viene richiesto da chi in quel ruolo lo ha nominato e voluto, e semmai cercasse di interagire con le altre realtà politiche presenti a Chieti se proprio di Politica e di Partiti si vuole occupare”.
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