La Asl punta ad avere 70 milioni di euro dall’Inail, Ferrara: “I progetti vanno condivisi”

La Asl Lanciano Vasto Chieti punta ad ottenere i soldi che l’Inail destina all’edilizia sanitaria: in particolare 20 milioni di euro per ristrutturare l’ex ospedale San Camillo per collocarvi la sede della Direzione Generale, che attualmente si trova nella palazzina Sebi che, in questo modo, verrebbe a sua volta destinata a diventare piastra ambulatoriale. E 50 milioni di euro per costruire nell’area del policlinico il Corpo J ovvero un nuovo blocco operatorio e 190 posti letto per degenze chirurgiche. La notizia, che trae origine da una lettera inviata lo scorso 8 aprile dalla Direzione Generale della Asl Regione Abruzzo, è stata riporta oggi dalla stampa.  Notizia che ha suscitato reazioni. Per il sindaco Diego Ferrara, che è anche il presidente del Comitato Ristretto dei Sindaci della Asl, “i progetti per essere credibili non vanno solo annunciati, devono essere condivisi con chi rappresenta la comunità”. “Due sorprese in due giorni, per una città come Chieti, per cui fino ad oggi sono mancati da parte della Regione e della Asl programmazione e investimenti, questo florilegio di opere e annunci non condiviso con chi rappresenta la comunità, non è solo insolito, ma appare beffardo. Ai cittadini che hanno diritto di curarsi non si possono raccontare frottole: dove sono i progetti? Dove gli impegni di spesa? Perché sulla progettazione del PNRR non c’è nulla né sul riordino da 60 milioni dell’ospedale clinicizzato, né sulla riqualificazione dell’ex San Camillo?”, si chiede il sindaco  Ferrara commentando le  notizie apparse a mezzo stampa circa la riqualificazione dell’ex presidio teatino. “Sui giornali oggi leggo di un altro fantomatico progetto per l’ex presidio, guarda caso, il giorno dopo aver esternato il fondato timore che Chieti si volesse spogliare anche della direzione sanitaria, dopo gli altri travasi altrove subiti dalla nostra sanità in questi ultimi tre anni, un continuo salasso, senza alcun investimento – rincara Ferrara – C’è un progetto di riordino della Asl? Bene, se avesse avuto le gambe per camminare sarebbe stato onesto venirlo a dire alla Città in Consiglio comunale lunedì scorso, invece di disertarlo. C’è un altro progetto che eviterebbe la migrazione della direzione sanitaria a Lanciano, come paventato durante riunioni partecipate a marzo con la dirigenza asl a tale scopo? Bene anche questo , ma chi era o è al corrente di tale ipotesi, tanto da articolarla in un’intervista giornalistica, avrebbe potuto venirlo a dire alla comunità rappresentata dalle istituzioni comunali lunedì, al posto di tirarla fuori dal cilindro solo oggi. Sulla sanità i problemi vanno affrontati con i fatti, non con le intenzioni, perché a manifestare intenzioni sono buoni tutti, ma è sui fatti che si vede il cavallo vincente. E fino ad oggi, in questi ultimi tre anni, gli unici fatti sono: la chiusura del Distretto sanitario di Chieti Scalo; la perdita dei finanziamenti per il nuovo ospedale, la paralisi dei servizi territoriali, con UCCP pronte e ancora vuote; il trasferimento di diversi reparti attivi del clinicizzato, alcuni di eccellenza; la paralisi del pronto soccorso; la mancanza di investimenti sul personale, messo in trincea e avvisato delle decisioni, anche le più forti, da un giorno all’altro, a spregio anche dei diritti che regolano i rapporti di lavoro; la perdita del DEA di II livello; il rischio di mettere in crisi il valore dell’Università di Medicina. Potrei continuare, perché la lista è lunga: ci sono questi progetti in itinere? Bene, ci diano ragioni fondate sull’effettiva realizzazione di queste ipotesi e i tempi di realizzazione, perché gli annunci non curano la gente e, peggio, non servono a rendere credibile una gestione che a tutti i livelli fino ad oggi sul nostro territorio non ha portato nulla e non ha funzionato”. “Che l’ex Ospedale San Camillo, ormai chiuso dal 2007, possa tornare a vivere è una buona notizia, ma perché sia credibile è indispensabile sedersi a un tavolo su cui siano certi interventi, fondi, progettazione e tempi, altrimenti non si tratta di notizia, un tavolo che fino ad oggi nessuno ha convocato. La nostra sanità non è in buono stato: Chieti non lo merita solo annunci a cui non seguono impegni seri”, – dice dal canto suo  il consigliere comunale di Chi ama Chieti, Valerio Giannini. “Risale a esattamente un anno fa il mio ordine del giorno dedicato proprio alla rinascita di quegli spazi, dimenticati dalla Asl e ignorati durante l’emergenza pandemica, visto che quando era tempo di prendere decisioni l’ex San Camillo è stato scartato e che idee e finanziamenti per il covid hospital sono finiti altrove, come altrove stanno via via migrando servizi, reparti e prestazioni della nostra sanità – sottolinea il consigliere – Il San Camillo non può restare fermo ed è questo l’auspicio dell’intera Amministrazione che ha approvato l’ordine del giorno e, anche alla luce dei finanziamenti del PNRR anche sulla sanità ha più volte chiesto impegni su un’ipotesi di riqualificazione. L’edificio oggi è avvolto dal degrado e oltre a dare risposte al bisogno di servizi territoriali, potrebbe anche essere un autentico polmone verde della città, anziché una discarica a cielo aperto. Ma se c’erano davvero progetti concreti sul suo futuro, perché non venire a condividerli con la città in Consiglio? Perché affidarli alla pubblica opinione come annunci e non come passi concreti verso la realizzazione? Auspichiamo che da Regione e Asl, arrivino conferme e anche informazioni precise su fattibilità, tempi e modi. Il Comune farà la sua parte, ma per farla deve avere una sedia al tavolo delle decisioni, non è pensabile di ignorare un’Amministrazione che rappresenta i cittadini per ragioni politiche. Se la politica non c’entra, allora, siamo certi che non ci siano problemi ad essere coinvolti”.

 

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