Il 9 marzo di un anno fa l’allora Premier Giuseppe Conte annunciava il lockdown nazionale, e così  come gran parte dell’Italia fu costretto a fermarsi anche il mondo dello sport.

Tra rigidi protocolli e tentate fughe in avanti di alcuni Club, la Serie A riuscì a ripartire solo il 20 giugno a patto e condizione che le partite si giocassero a porte chiuse. Da quel giorno i calciatori si sono ritrovati a giocare in stadi che sono diventati vere e proprie cattedrali nel deserto, orfane di quelle decine di migliaia di appassionati che – con il loro incitamento ed il loro calore – non si sono mai tirati indietro nel supportare i propri beniamini.

Se il mondo del calcio è riuscito ad andare avanti, purtroppo così non è stato per i Club dei tifosi che – oltre al non potersi recare negli stadi – si sono visti costretti a dover fermare la loro attività associativa  a causa dei protocolli anti-Covid e di quelle rigide regole che impongono determinati comportamenti sociali al fine di evitare il propagarsi della malattia.

A oramai più di un anno dall’annuncio della “serrata nazionale”, abbiamo incontrato i presidenti di alcuni fan Club cittadini per capire in che modo la pandemia ha modificato le loro abitudini, per farci raccontare quali rimedi hanno preso, e come si sono organizzati per far fronte a questo peridio di forzato distanziamento che la quasi totalità delle persone non vede l’ora possa finire presto.


Maurizio Tacconelli
è il Presidente di “Teate Bianconera Juventus Club – Claudio Marchisio”: ‹‹ Il nostro Club è formato per la maggior parte da famiglie, ragazzi e bambini ed è nato con lo scopo principale dello stare insieme e divertirsi tifando la Juventus. Un Club dove il clima cordiale e amichevole la fa da padrona al tal proposito non mancano neanche gli sfottò con gli amici di altre fedi calcistiche. ›› Tacconelli racconta, poi, di come – fino a quando si è potuto – il Club Teate Bianconera attraverso alcuni soci è stato presente a numerose partite disputate sia allo Juventus Stadium sia in altri match giocate dai biaconeri in tutta  Europa. L’attività dello Juventus Club – Claudio Marchisio, al di la dell’aspetto calcistico, è inoltre molto spinta verso il sociale – infatti –  ogni anno gli stessi soci si adoperano in raccolte fondi da destinare a favore dei meno fortunati, tra queste ricordiamo l’evento “Si fa sol…idarietà” svoltosi al Supercinema di Chieti e co-organizzato anche dal Club in questione il cui ricavato è stato interamente destinato alla onlus Amvo (Associazione Missioni Orsoline di Verona); idea nata grazie a Silvia Taratelli, suora teatina e tifosa bianconera.

‹‹ Quest’anno con la pandemia – conclude il Presidente Tacconelli – purtroppo non ci siamo potuti vedere in presenza, e a tal proposito abbiamo creato una chat e gruppi Facebook dove condividiamo pensieri e parole sulla Juve, con l’augurio di tornare il più presto possibile allo Juventus Stadium di Torino››

 

Per non sottrarci poi al cosiddetto “derby d’Italia”, abbiamo incontrato Marcello Scurci Presidente dell’”Inter Club Theate”, club affiliato e nato quasi per scherzo da un gruppo di amici dopo che una sera si sono ritrovati insieme a guardare una partita della Beneamata.

Il Presidente ci ha raccontato di come nei tempi pre-covid i tifosi neroazzurri teatini non sono mai mancati allo stadio di San Siro per apportare il loro supporto alla squadra neroazzurra. ‹‹ Le trasferte per giungere a Milano erano molto lunghe e per allietare i viaggi non erano rari i momenti di goliardia e la gara a chi indovinava più pronostici. La passione per l’Inter – prosegue Scurci – ci ha permesso di conoscere tanti altri supporters sparsi per l’Italia e stringere amicizie con loro, infatti nel nostro Club abbiamo affiliati soci sia abruzzesi ma anche del Molise e dell’Emilia Romagna.
Prima – prosegue Scurci – ogni domenica ci trovavamo nei locali del Club per vedere le partite e adesso invece, dal lockdown di marzo 2020, non ci siamo più visti ma la nostra passione si è riversata sul gruppo di Whataspp dove durante ogni match esce fuori tutta la nostra fede interista.››


Cosi come il Club Teate Bianconera, anche l’Inter Club Theate si è adoperato per perseguire scopi sociali attività che purtroppo adesso – con il fermarsi della vita associativa – hanno subito una battuta di arresto, ma che – come ci conferma il Presidente Marcello Scurci –  saranno pronte a ricominciare non appena sarà possibile.

La squadra che registra il maggior numero di tifosi in Italia è la Juventus, trend che si riconferma anche nel nostro Comune che a tal proposito vede presente un secondo Club bianconero, lo “Juventus Club Alex Del Piero”, primo Club bianconero teatino nato nel 2012 e dal 2016 presieduto da Alessandro Di Michelangelo.
La loro sede è in uno dei locali della Caserma Pierantoni, ribattezzata Santa Maria Stadium proprio per la verve e per la passione con cui gli iscritti vivono ogni match.

Così come gli altri due, anche i soci di questo Club hanno viaggiato parecchio spinti dall’amore per i colori bianconeri andando moltissime volte a Torino, in trasferta nei vari altri campi italiani e in Europa seguendo la Vecchia Signora quando ha calcato i più grandi palcoscenici della Champions League; tra le trasferte più importanti ricordiamo quella di Berlino (Barcellona – Juventus) e quella di Cardiff (Real Madrid – Juventus).

La vita di questo sodalizio è stata profondamente toccata dalla scomparsa di due soci di lungo corso, Gino De Rosa e Dino Di Michelangelo (fratello del Presidente Alessandro, anche lui poliziotto, deceduto durante la tragedia di Rigopiano del 2017) ‹‹ Abbiamo deciso di intitolare la sala video dello Juventus Club Alex Del Piero a mio fratello Dino e a Gino De Rosa, tifosissimi bianconeri e sostenitori  dei colori neroverdi oltre che due esempi di lealtà e di sportività, alla presenza dell’allora Presidente del Chieti Calcio Trevisan e del Sindaco Di Primio.››


Anche il Club Alex Del Piero è molto attivo a livello sociale.  Tra le varie attività che hanno realizzato, meritevoli di essere menzionate, sono senza dubbio gli aiuti raccolti e donati alle popolazioni colpite dal terremoto di Amatrice, e un autofinanziamento per la manutenzione del monumento che si trova a Sassuolo in ricordo delle vittime della tragedia dell’Heysel in cui persero la vita 39 tifosi.

Anche la vita associativa del sodalizio presieduto da Di Michelangelo si è spostato sui mezzi virtuali, e così come gli altri due Club su citati, anche loro hanno un gruppo di Whastapp e uno di Facebook in cui portano avanti la loro attività.

 

Infine abbiamo incontrato Matteo Lanza Presidente del “Milan Club Alta Tensione”, Club nato il 6 agosto 2011 in occasione della partita di Supercoppa Italiana Milan – Inter, ‹‹ Nei primi anni di vita siamo riusciti a raccogliere un numero superiore ai 400 tesserati, numero che ci permetteva di organizzare o coorganizzare – con gli altri Club abruzzesi – quasi ogni domenica un pullman con destinazione San Siro così come, un così cospicuo numero di soci, ci ha permesso di seguire i rossoneri anche nelle trasferte europee. La nostra presenza era quindi costante.››.

Il Milan Club teatino –  fino a che si è potuto – ha organizzato ogni anno un memorial in ricordo di Claudio Lippi (giornalista di Milan Channel, deceduto nel 2013 a causa di un incidente in moto), un torneo di calcetto a cui prendevano parte tutti i Milan Club abruzzesi. All’evento, oramai diventato un must del sodalizio teatino, hanno partecipato – oltre al comico di Colorado Gianluca Impastato e allo speaker di San Siro nonché voce ufficiale del Milan Germano Lanzoni – tante vecchie glorie rossonere. ‹‹Quest’anno, in occasione del nostro decennale, – afferma il Presidente – avevamo in previsione di organizzare il memorial in un format più grande, era prevista infatti la partecipazione di Pippo Inzaghi, di Maurizio Ganz, Massimo Ambrosini e di Marco Simone. Purtroppo, così come l’attività sociale che è ferma causa Covid e che sono certo riprenderemo non appena sarà possibile con più entusiasmo di prima, abbiamo dovuto rimandare l’appuntamento a tempi migliori››.


Così come gli altri –  anche il Milan Club Alta Tensione –  si è sempre mosso nel campo della solidarietà sin dalla nascita quando ad un grande evento benefico prese parte anche Pippo Inzaghi, a cui il Club è intitolato, e perseguendo questi fini attraverso la realizzazione di eventi e manifestazioni che hanno permesso di fare – tra le tante – donazioni al nosocomio teatino e a favore della ricerca sulla fibrosi cistica.

Benché la pandemia abbia costretto i tifosi a seguire le proprie squadre di calcio direttamente dal divano delle proprie case, i supporter si sono saputi reinventare per poter coltivare la propria fede calcistica, ed è proprio in questi casi che la tecnologia viene in aiuto. Whastapp, Facebook, piattaforme virtuali hanno sopperito allo stare insieme riuscendo in certi casi ad allietare anche l’amaro boccone del distanziamento sociale e della reclusione casalinga.

Una cosa è certa: il Covid non ha fermato il tifo e la fede calcistica. Presidenti, tifosi e supporter sono già pronti a riempire di nuovo sedi sociali e stadi di calcio non appena ci sarà il “fischio del liberi tutti”.

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