Il Teatro Marrucino riparte nel mito degli intramontabili Pink Floyd: sul palco la band abruzzese Terzacorsia incanta il pubblico e inaugura la stagione concertistica 2026

Un commovente e intenso omaggio a Syd Barret, l’iconico cantante e fondatore dei Pink Floyd, ha aperto il concerto Floyd on the Wing e inaugurato la stagione concertistica 2026 del Teatro Marrucino, che ha inondato la città di Chieti di una ventata di freschezza portando sul palco la celebre band Terzacorsia, da sempre una delle realtà musicali più talentuose e fedeli al mito della leggendaria band britannica. Niente di cui stupirsi, se consideriamo che il Teatro Marrucino, pur essendo teatro di tradizione lirica, con la stagione operistica, la prosa, il teatro amatoriale e la stagione concertistica, ormai è considerato non solo il tempio dell’arte “classica” ma realtà viva e in costante crescita culturale, in un meraviglioso connubio di tradizione e modernità, che nel nome della musica e dell’arte appassiona e conquista sempre moltissimi spettatori.

Ad introdurre il concerto il Direttore Artistico M° Giuliano Mazzoccante, che ha nuovamente accolto la band abruzzese, già ospite del Teatro Marrucino in occasione della rassegna Amami Teatro e simbolo dei valori tanto cari al teatro teatino, quali l’inclusione ed unione di diverse realtà musicali (di stampo non solo classico e contemporaneo) e la valorizzazione dei giovani talenti abruzzesi, tema da sempre sostenuto dal Marrucino e simbolo della sua mission culturale e sociale. Un viaggio, poi, inizia dall’anima originaria del gruppo costituita dal mito di Syd Barret, cantante e anima dei Pink Floyd, con una delle canzoni più belle del gruppo, Shine on you crazy diamonds, permeata da un’atmosfera notturna e quasi nostalgica, malinconica ma potente, in un’intensa celebrazione dell’artista e del suo genio che ha dato vita e reso immortale la celebre band. A seguire, i toni si accendono con Astronomy Domine, su uno sfondo rosso, quasi infuocato, sui quali svettano i colori verde, giallo e blu, in piena sintonia con gli elementi astronomici e i colori raccontati, in un viaggio profondo ma misterioso, passando al periodo watersiano con In the flesh?, nel quale il viaggio nella notte oscura tra realtà e follia continua a permeare lo spirito della musica e di Pink, protagonista tormentato e solo dell’album The Wall. Ma lo stesso Pink mostra il desiderio di ribellarsi al suo muro, che lo imprigiona e rende completamente solo e alienato dal mondo, e dunque la band si lancia subito dopo nella celeberrima Another Brick in the Wall part 2 and 3, una vera e propria protesta contro il rigido sistema scolastico del tempo e il tentativo di omologazione delle coscienze, e diventato negli anni simbolo dei Pink Floyd, suscitando il plauso incontenibile del pubblico.

La band ha proseguito poi con l’iconica One of These days, approdando all’album Wish you were here con l’esecuzione energica ma su uno sfondo sottilmente malinconico di Have a cigar, una riflessione critica dell’artista non più libero di esprimere se stesso ma soggetto alla schiavitù dell’industria musicale e del successo da mantenere a qualunque costo, e della celebre e meravigliosa Wish you were here, un nuovo omaggio a Syd Barrett accolto da applauso entusiasta dal pubblico del Marrucino, la cui mancanza pesa più di ogni altra cosa nei suoi compagni, e ricordato con dolcezza ma in un’atmosfera fortemente buia e malinconica, illuminata solo da luci calde a ricordo del genio che dato vita alla leggenda orientandone il cammino sotto la sua guida fisica prima e ispiratrice poi.

Il concerto si assesta poi su toni ancora riflessivi, con la rievocazione del dolore universale in Sorrow, e una graduale risalita verso la luce in Echoes, con la possibilità di una maggiore unione e comprensione fra le persone, ritrovando gradualmente l’energia con l’album The dark side of the moon pur su uno sfondo ancora oscuro, eseguendo Time, il tempo che scorre inesorabile quasi a ricordare di viverlo appieno senza perdere nessuna occasione e Money, una critica dai toni infuocati ai soldi che pur aiutando a vivere possono anche uccidere condizionando la vita delle persone.

L’esibizione si conclude, infine, con l’esecuzione di Coming back to life e dell’acclamato Hey you, apprezzatissimo dal pubblico rapito ed entusiasta, che nuovamente richiama il cammino di Pink combattuto tra la solitudine e il desiderio di ritornare alla vita, in una lotta tra speranza e sconforto per sfociare nell’acclamatissimo bis Comfortably Numb, in un’immersione di alienazione e distacco da una realtà dolorosa che protagonista nel tentativo di difendersi e affrontare la sua vita.

Ma la celebrazione musicale e spirituale della famosissima band non accontenta ancora il pubblico entusiasta, e dunque i Terzacorsia si lanciano in un ultimo ed acclamatissimo bis, l’energico Run Like Hell, in un tripudio di luci e di energia non solo dei protagonisti musicali ma dello stesso pubblico, si può dire al tempo stesso spettatore e protagonista egli stesso di un viaggio memorabile nell’animo umano e nelle riflessioni suggerite e illuminate dalla musica intramontabile dei Pink Floyd. Un’ovazione finale suggella e saluta il carismatico frontman Gianluca Di Febo, l’indimenticabile chitarrista Giuseppe Cantoli, i bravissimi Nicola Di Noia (basso), Fabrizio Palermo (tastiera) Alessio Palizzi (batteria), che nel celebrare uno dei gruppi più famosi della storia della musica ne hanno rispettato fedelmente l’anima fondante e lo spirito, trovando nella splendida cornice del Teatro Marrucino la costante ricerca della superiorità artistica e culturale, nell’apertura e nel rispetto del valore della contemporaneità e delle eccellenze artistiche del nostro territorio.

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