Sono stati 375 i partecipanti alla storica Mille Miglia, gara di auto d’epoca di rievocazione dell’antica corsa di velocità da Brescia a Roma nata nella prima metà degli anni Venti del Novecento. Tra questi il teatino Fabio Di Pasquale che racconta ai lettori de “Il Giornale di Chieti” l’emozionante esperienza vissuta:

Sig. Di Pasquale, cosa rappresenta per un appassionato di motori la partecipazione alla Mille Miglia?
Enzo Ferrari la definì “La corsa più bella del mondo” e devo dire che ancora oggi è di certo la manifestazione più ambita per gli appassionati. A Brescia ogni anno arrivano da ogni parte del mondo per partecipare alla “grande corsa”.
Come si fa a partecipare alla Mille Miglia?
Non tutti possono e non tutti riescono. Per prima cosa devi essere possessore di un’auto che ha partecipato alla storica Mille Miglia, poi devi iscriverti e pagare una “bella  cifra” e  sperare che ti accettano.

E Lei aveva una macchina del genere?
No, quest’anno per la prima volta si è fatta una prova, ovvero affiancare 15 selezionatissime supercar alle storiche vetture che ogni anno partecipano, con una gara nella gara. Avendo io un’auto particolare sono stato chiamato a partecipare.

Adesso ci incuriosisce, con che macchina ha partecipato?
Con una Ford Mustang unico esemplare Zagato. Sono stati i vertici della carrozzeria milanese a volermi vedere sfilare a Brescia con la mia vettura. La mia auto è stata l’unica macchina certificata da Zagato nell’anno del suo centenario, infatti dopo un attento restauro Andrea Zagato, nel 2019, ha certificato la mia vettura e da allora è protagonista di diverse pubblicazioni da parte della carta stampata specializzata.

Come mai un carrozziere come Zagato ha modificato una vettura americana?
Per volere del primo proprietario, un industriale pescarese, che la commissionò all’epoca prima del ritiro e fu Gianni Zagato in persona a seguire tutte le fasi di sdoganamento. Subito dopo l’arrivo della vettura a Milano fece fare tutte le modifiche in officina, aiutato da Ercole Spada. grande e famoso designer nel mondo dell’automobile. La curiosità più simpatica è il cambio colore, dove la Zagato si ispirò al film “Bullit” di Steve Mcqueen e cambiò il colore della vettura, da bianca a verde scuro.

Torniamo alla Mille Miglia, com’è stato il percorso?
Il percorso è stato abbastanza faticoso, visto il grande caldo,  ma ricco di soddisfazioni. Vedere migliaia e migliaia di persone lungo le strade che ti incitano ad andare avanti, mentre gridano “Ferrari”, “Nuvolari”, “Mille Miglia” e soprattutto incitano il bel Paese, è qualcosa di davvero emozionante, soprattutto nell’anno zero, l’anno della rinascita dove ha visto la nostra bella Italia piegata dalle tanti morti dovute al Covid. La Mille Miglia avviene all’inizio del momento di rinascita ed è stato per me motivo di grande orgoglio potervi partecipare, sia da appassionato ma soprattutto da italiano.

Vi erano tanti stranieri?
Soprattutto stranieri, la maggior parte americani, giapponesi, olandesi, tedeschi, non dimentichiamoci che Mille Miglia è il simbolo più conosciuto al mondo dopo Coca-Cola e Ferrari.

Quali sono stati i momenti più toccanti e curiosi?
Sicuramente, come dicevo prima, già la sola possibilità di partecipare è stata per me motivo di orgoglio. Senza dubbio poi, a Brescia, dover rispondere alle domande sulla mia vettura di un incuriosito Jacky Icks, è stato particolarmente emozionante. Molto toccante è stato incontrare gente per strada che ti chiama, ti riconosce e ti incita, è qualcosa da far accapponare la pelle. In questi giorni sto ricevendo diversi messaggi perché so che la presenza della mia vettura ha incuriosito molto gli Stati Uniti perchè, per la prima volta, una Ford Mustang, macchina simbolo americana, ha partecipato alla Mille Miglia.

Con chi ha partecipato alla Mille Miglia?
Dovevo parteciparvi con Walter Serpellini, mio sponsor, che approfitto per ringraziare ad avermi dato la possibilità di partecipare; purtroppo un inconveniente del giorno prima lo ha costretto a rimanere a casa e quindi ho gareggiato da solo.

Tutta la Mille Miglia da solo?
Si, assomigliavo a Lino Banfi nel film “I Grandi Magazzini”, guidavo, leggetto il Road Book, calcolavo i tempi e guardavo il cronometro…. faticoso ma soddisfacente se penso che ho rischiato di arrivare secondo, poi qualche problema mi ha fatto slittare alla quinta posizione. Sono comunque molto soddisfatto.

Ci pare di capire che durante la corsa  si incontra di tutto, vero?
A Brescia, per la Mille Miglia incontri di tutto. Per me è stata un’occasione per rivedere tanti amici e conoscerne altri tra cui Fabrizio Giugiaro e soprattutto ho conosciuto una persona simpaticissima che ancora ad oggi ci mandiamo messaggi, il “signor Lego” così lo chiamo io, il proprietario della famosa azienda dei mattoncini.

Il prossimo anno la rifarà?
Mai dire mai, se riuscirò a finire in tempo una macchina che sto restaurando non lo escludo, anche se sto lavorando per portarla a Chieti nel 2022. Spero di tutto cuore di riuscirci.

                     

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