Gentile Direttore,
desidero portare alla sua attenzione una situazione che appare, oltre che incomprensibile, profondamente ingiusta nei confronti del personale ATA delle scuole del Comune di Chieti.
A seguito dell’Ordinanza del Sindaco di Chieti n. 330, che dispone la sospensione dell’attività didattica per i giorni 13 e 14 aprile 2026 a causa dell’interruzione del servizio idrico, ci si sarebbe aspettati un provvedimento coerente per tutti i lavoratori coinvolti. Tuttavia, mentre per gli uffici pubblici è stata stabilita la chiusura totale, il personale ATA della Scuola è comunque tenuto a recarsi in servizio presso gli istituti scolastici, nonostante l’assenza di acqua.
Tale decisione appare del tutto illogica e discriminatoria. È evidente che la mancanza di acqua compromette le condizioni minime di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, rendendo inadeguata la permanenza negli edifici scolastici, esattamente come avviene per qualsiasi altro ufficio pubblico.
A ciò si aggiunge una evidente confusione decisionale da parte dell’Amministrazione Ferrara, che con questo provvedimento dimostra incoerenza e scarsa attenzione verso una parte significativa dei lavoratori pubblici: non è chiaro quale criterio abbia guidato scelte così divergenti tra uffici pubblici e istituzioni scolastiche, generando disorientamento e malcontento.
Per quale motivo il personale ATA deve essere trattato diversamente, quasi fosse personale di serie B? Ritengo sia davvero inaccettabile che vengano negati loro gli stessi diritti e le stesse tutele garantite ad altre categorie del settore pubblico.
Il personale ATA svolge un ruolo fondamentale nel funzionamento delle istituzioni scolastiche e merita rispetto, dignità e condizioni di lavoro adeguate, soprattutto in situazioni emergenziali come quella in oggetto.
Si auspica una revoca immediata dell’ordinanza affinché venga ristabilito un principio di equità e buon senso, evitando disparità di trattamento che ledono i diritti dei personale amministrativo, tecnico ed ausiliario della Scuola.