“La propaganda degli esponenti teatini di centrodestra sull’ex Gil, per i quali i finanziamenti regionali arrivano a Chieti solo dopo lunghi anni di governo Marsilio, la dice lunga sulle manovre elettorali in corso tra i Partiti di centrodestra”. Lo dice attraverso una nota il Gruppo consiliare PD di Chieti che puntualizza: “Lo ammette esplicitamente il consigliere Febbo che pronostica un secondo mandato regionale, puntando evidentemente sulla cosiddetta ruota della fortuna. Meno palesemente, ma tanto è, lo lascia intendere la consigliera comunale Di Biase che da qualche tempo si fa vedere al fianco di un Presidente che Chieti ha visto con lanternino e che tutto fa tranne che beneficiare di presunte filiere istituzionali. D’altro canto la stessa candidatura in Abruzzo di Giorgia Meloni, che così facendo ha negato l’elezione data per certa ad un nostro conterraneo, ha dimostrato che la nostra Regione è per FdI solo terra di conquista. Una pretesa roccaforte romana, potremmo dire.
Dimenticano gli esponenti in questione di raccontare la verità su molti temi di rilevanza per Chieti e per le famiglie e imprese locali ed abruzzesi. Se per la vicenda che vedeva lo stallo sul progetto della cittadella della Cultura, fondamentale è stato il tavolo prefettizio e il lavoro della Provincia nel delegato Consigliere Filippo Di Giovanni, tra gli altri, fondamentale e determinante è stato, ancor più, il lavoro del PD Abruzzo, guidato da Silvio Paolucci in Regione, a garanzia di risorse da destinarsi a fronte della crisi energetica che colpisce la cittadinanza e le attività anche teatine. Certo, comprendiamo la voglia di conquistare titoloni di giornale in virtù delle prossime tornate elettorali: farlo in maniera più intellettualmente onestà, a proposito di “compostezza” cui fa riferimento il consigliere Febbo, sarebbe indice di maturità politica. Quella che è sempre mancata a chi da sempre scalpita per propria ambizione, e che sa solo continuare a parlar male di passate amministrazioni regionali, volutamente omettendo di dire ed ammettere che il suo stesso Partito, e i suoi stessi colleghi di compagine amministrativa, hanno ridotto Chieti sull’orlo del baratro. Questo – concludono i consiglieri del Gruppo PD – è il vero ed unico biglietto da visita con cui potranno presentarsi alla guida della Regione Abruzzo a breve, ma anche delle amministrative di Chieti tra tre anni.
