Il francavillese Davide Cavuti porta Ennio Flaiano sul grande schermo

#VENERDI’ IN SALA # Rubrica di cultura a cura di Rosa Anna Buonomo

 

«Ennio Flaiano è stato veramente un visionario, nell’accezione più nobile del termine. Quello che ci ha lasciato è, ancora oggi, estremamente attuale».

Dopo il successo dello spettacolo “Non svegliate lo spettatore”, che ha debuttato nella sua Francavilla al Mare nell’agosto del 2020, il regista, compositore, musicista e ingegnere Davide Cavuti ha portato Ennio Flaiano sul grande schermo.

Il docufilm “Un marziano di nome Ennio”, che arriverà in Abruzzo a fine gennaio, è stato proiettato in prima assoluta a Roma, nella sala conferenze della Camera dei Deputati, dove Cavuti e l’attore protagonista Massimo Dapporto hanno ricevuto il Premio Speciale della Giornata Mondiale del Cinema Italiano. Un riconoscimento prestigioso per un «film di squadra» che celebra il genio del celeberrimo sceneggiatore, critico, scrittore, giornalista, umorista e drammaturgo pescarese.

«Abbiamo ricevuto apprezzamenti molto positivi e ne sono orgoglioso e felice. La pellicola era stata presentata in anteprima alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, lo scorso settembre, e continua a riscuotere molto successo» racconta al Giornale di Chieti Davide Cavuti.

“Un marziano di nome Ennio” ha concluso la trilogia cinematografica voluta da Cavuti per celebrare tre grandi personaggi della cultura abruzzese: il compositore Alessandro Cicognini, il poeta Ovidio e, ora, Ennio Flaiano.

«A Cicognini, tra i più influenti compositori nella storia della musica per il cinema, ho dedicato il mio primo lavoro da regista cinematografico. Ovidio è considerato uno dei padri della poesia. Ho voluto concludere questo lavoro con quello che è stato un grandissimo sceneggiatore per il cinema e un altrettanto grandissimo scrittore, un brillante critico e giornalista» aggiunge.

L’arrivo del film è stato rallentato dalla pandemia. Il lockdown ha, infatti, frenato le riprese e, con le riaperture estive del 2020, il personaggio di Ennio Flaiano è sbarcato in teatro con lo spettacolo “Non svegliate lo spettatore”, interpretato dall’attore marsicano Lino Guanciale. Spettacolo che Cavuti definisce una “costola” del film.

«La sceneggiatura del film nasce prima dello spettacolo, si può dire che abbiano viaggiato parallelamente. Il periodo del lockdown ha bloccato le riprese e questo ci ha portati a debuttare prima in teatro» precisa Cavuti. «Siamo partiti da Francavilla al Mare il 27 agosto 2020 con un piccolo tour, che ha toccato anche l’Auditorium Parco della Musica di Roma. Lo spettacolo sta girando l’Italia. Lo scorso 10 dicembre lo abbiamo portato a Trieste, a gennaio saremo a Venezia, Brescia, Padova e, in primavera, nel Sud Italia».

Le riprese del docufilm sono partire a febbraio 2021 e sono durate circa sei settimane. Tre le location che hanno fatto da cornice alla storia di Flaiano, autore di sceneggiature tra le più belle del cinema del dopoguerra: Roma, Fregene, Pescara.

Impossibile non citare l’importante sodalizio artistico che legò Flaiano a Federico Fellini, da cui sono nati cult come “I vitelloni” e “La strada”.

“Un marziano di nome Ennio” fa riferimento, nel titolo, a un grande insuccesso di Flaiano, la commedia “Un marziano a Roma” con protagonista Vittorio Gassman, tratta da un racconto dell’autore pescarese.

«Un fiasco da cui Flaiano coniò il suo celeberrimo aforisma: “L’insuccesso mi ha dato alla testa”. Il film è suddiviso in vari capitoli che ne scandiscono il ritmo. Girarlo è stata davvero una bellissima avventura. Raccontare Flaiano non è semplice, il materiale a disposizione è immenso. Questo lavoro si rivolge soprattutto alle nuove generazioni».

Di alta qualità il cast, a partire dal protagonista Massimo Dapporto, che veste i panni di Ennio Flaiano. Nel film, prodotto da Fondazione PescarAbruzzo e MuTeArt Film, ci sono, poi: Michele Placido (Vittorio De Sica), Mariano Rigillo (Federico Fellini), Lino Guanciale (nel ruolo di un giornalista ispirato alla figura di Carlo Mazzarella), Pino Ammendola (Peppino Amato).

La ricostruzione della vita di Flaiano si alterna alle interviste, realizzate dallo stesso Cavuti, «a personaggi del mondo del cinema, tra cui Enrico Vanzina, Giuliano Montaldo, Paola Gassman, Masolino D’Amico, e allo scrittore Giuseppe Rosato, che è stato un grandissimo amico di Flaiano. Attraverso i loro racconti riusciamo a entrare pienamente nell’atmosfera flaianea e a scoprire cose che fino a oggi non si conoscevano. È stato un grande onore lavorare con Massimo Dapporto, grandissimo maestro, una persona davvero straordinaria. Ha in comune con Ennio Flaiano il modo di osservare, di guardare la vita, ed è una persona molto umile. Flaiano diceva che avrebbe dovuto riscrivere da capo il suo romanzo “Tempo di uccidere”, vincitore del primo Premio Strega. In questo c’è la sintesi di tutto: la sua grande umiltà. In Dapporto vedo tanto di lui e gli sono grato di aver preso parte a questo lavoro».

Parlando della modernità di Flaiano, Cavuti definisce i suoi brillanti aforismi come «veri e propri tweet ante litteram. Non è un autore attuale: è attualissimo. Ha osservato sempre con intelligenza sopraffina e passione ogni cosa che lo ha circondato. I suoi aforismi sono perfetti per la società di oggi. Ci suggeriva, poi, un modo di leggere un libro: non abbandonarlo mai, lasciarlo sempre in vista e di riprenderlo, perché i libri non vanno letti ma abitati e bisogna sentirseli addosso».

La fotografia del film è firmata da Matteo Veleno, i costumi sono di Annalisa Di Piero.

Cavuti è attualmente direttore della sezione “Prosa” del Teatro Marrucino di Chieti e direttore artistico del Teatro Sirena di Francavilla al Mare.

 

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