Esulta la maggioranza per l’approvazione del Bilancio consolidato 2022, ma Alberto Chiavaroli (Lista Ferrara Sindaco) e Enrico Iezzi (Gruppo Misto), entrambi consiglieri di maggioranza, minacciano apertamente di non votare tra qualche giorno il bilancio di previsione, e quindi di mandare a casa l’amministrazione Ferrara, se non otterranno un posto in giunta. Sul fronte minoranza la Consigliera Serena Pompilio (Azione Politica federata con il Gruppo TETI) lancia strali contro Lega e Fratelli D’Italia per la “poca responsabilità istituzionale” tenuta, a suo dire, dai consiglieri dei rispettivi gruppi che fanno riferimento a Salvini e alla Premier Meloni. Un Consiglio comunale dove più che accendersi il dibattito politico/istituzionale, su provvedimenti di assoluta importanza, si sono avvertiti messaggi politici intimidatori all’interno della stessa maggioranza e mancanza di coesione politica con palesi risentimenti personali nella minoranza. Insomma, se non è un tutti contro tutti poco ci manca. Ma andiamo con ordine.
“Nella seduta odierna il Consiglio ha approvato il Bilancio consolidato del 2022, un atto che ci consente di fare un altro passo avanti verso il risanamento della città e fuori dalla procedura di dissesto, per uscire da cui è necessario approvare i documenti economici e finanziari previsti dalla sessione di bilancio. Priorità che non sembra essere di tutti, considerato che chi tendeva la mano per sostenere il Governo cittadino, ha votato contro la città, bocciando tutti i documenti in approvazione. Così, se c’è chi per senso di responsabilità e pur convalescente, è tornato in aula, come il consigliere Pietro Iacobitti, c’è stato chi, evidentemente per ragioni che riguardano più poltrone e prebende che il bene comune di cui tanto si va parlando in questi giorni, ha voltato le spalle a Chieti”, così i capigruppo di maggioranza.
“Per il rendiconto consolidato, sempre 2022, servirà un nuovo passaggio in aula – scrivono i consiglieri – . Documenti peraltro già sottoposti al vaglio di chi oggi ha votato contro e ieri si era espresso in modo totalmente diverso. Atti che li hanno visti partecipi e protagonisti, quando il loro essere maggioranza non era condizionato dall’esigenza di tendere la mano, oggi capiamo che forse non era per “sostenere”, ma per “prendere” qualcosa. Nei fatti il voto di oggi toglie la maschera alle intenzioni di chi si era offerto di aiutare, al punto anche di entrare in maggioranza, ma lo aveva fatto per ottenere posizioni e poltrone che non sono arrivate, perché la città merita di essere risanata, non di stare sotto ricatto. Teti oggi vota contro bilanci finanziari relativi ad annualità in cui parte di quel gruppo (Ginefra e Castelli) esprimevano in Giunta lo stesso assessore al Bilancio che presentava quegli atti e l’ex capogruppo del PD, almeno all’epoca, partecipava ai Consigli comunali. Schizofrenia o ricatto non riuscito per conquistare posti in Giunta, attraverso guerre fratricide, dopo aver rifiutato pubblicamente un tavolo di confronto con il centrosinistra? Dal tenore delle argomentazioni in Consiglio, sembrerebbe, ma è sicuramente evidente che non sapendo più che pesci prendere, questo gruppo i pesci ha cominciato tirarli in faccia alla città.
Bocciare i documenti di bilancio non è una prova di forza, ma di debolezza, significa esporre la città a uno stallo che è una sconfitta per tutti e che, soprattutto: non porta opere, non porta manutenzioni, non porta tutela sociale per le fasce più fragili, servizi ed economia, ma blocca un cammino di rinascita che dopo tanti anni di inerzia è un diritto di “Teate””.
“Al grande appello – scrive sarcastica Serena Pompilio – mancano esponenti Lega e FdI. Il rendiconto consolidato non passa mentre il bilancio di rendiconto si. Se la minoranza fosse stata presente compatta nemmeno il bilancio di rendiconto sarebbe passato. L’amministrazione Ferrara ha chiaramente come stampella una parte della minoranza. Due consiglieri (Aceto e Di Biase) che arrivano proprio dopo le discussioni sui bilanci mentre Di Stefano non è nemmeno venuto in Aula. Che la città conosca i numeri e cosa accade in Consiglio comunale. Il rendiconto non passa – conclude la Pompilio – per una maggioranza insesistente ed un bilancio di rendiconto che passa per 1 solo voto con tre grandi assenti”.
Non lo mandano a dire i Consiglieri comunali Alberto Chiavaroli (Lista Ferrara Sindaco) e Enrico Iezzi (Gruppo Misto) che apertamente sfidano il Sindaco minacciando di rimandarlo a casa se non otterranno un assessorato prima del prossimo Consiglio comunale sul bilancio previsto entro la fine dell’anno, a questo punto di vitale importanza per le sorti dell’Amministrazione Ferrara.
