Il comune gli toglie la “panchina” e lui, per protesta, si porta una sedia da casa

Luciano Ciocia
Luciano Ciocia

Il comune gli toglie la “panchina” e lui, per protesta, si porta una sedia da casa, la posiziona proprio allo stesso posto del sedile rimosso e ci si siede come se nulla fosse successo, sotto lo sguardo incuriosito dei passanti. È accaduto sabato pomeriggio all’incrocio tra via Arniense e Corso Marrucino. Protagonista del plateale dissenso verso la decisione dell’Amministrazione comunale è Luciano Ciocia, sessantasettenne di Chieti affetto da cecità totale che proprio sulla panchina vive da diversi anni la sua quotidianità sociale che non vuole assolutamente perdere: “Questa panchina è l’ancora di salvezza della mia vita sociale perché mi da la possibilità di passare qualche ora in compagnia, magari scambiando quattro chiacchiere con gli amici d’infanzia. Purtroppo la cecità non mi permette molto in termini di autonomia, ma questo non significa che devo rimanere segregato in casa. Lunedì farò partecipe dell’accaduto l’associazione ciechi e se ciò non bastasse mi rivolgerò anche a Striscia la notizia”. Accanto a Ciocia sono in tanti a far sentire la voce del dissenso per la rimozione della panchina: “Non riesco a capire la motivazione che ha spinto l’Amministrazione comunale a prendere questa decisione- dice Giampietro D’Onofrio – perché oltre ad essere di grande utilità per gli anziani rappresenta anche un punto di aggregazione sociale per gli abitanti del quartiere”. “Ho potuto constatare – interviene Paolo Spadaccini –  l’incredulità negli occhi di tante persone stamattina quando hanno visto che la panchina era stata rimossa. Soprattutto ho notato il disappunto degli anziani che erano solito utilizzare la panchina come punto di riposo al ritorno  dal mercato con la busta della spesa”. “Questa panchina per noi rappresenta molto in termini di socializzazione – commenta Luciano detto Ikino il narratore – e lotteremo con tutte le nostre forze affinché torni presto al suo posto”. Ma ci sono anche tanti che hanno fatto sentire la voce della protesta su Facebook: “La panchina – scrive Edoardo Schiazza – è diventato un luogo sociale ben aldilà delle finalità per le quali normalmente vengono posizionate. È diventata un micro mondo si parla di calcio, di politica e delle volte di donne, in questo ultimo caso, poco, visto che siamo ampiamente oltre i 60. Vi si staziona a volte anche rumorosamente ma tant’è… Pensate vi staziona il Fascista non pentito, quello per cui qualsiasi cosa accada la colpa è dei Comunisti, ci sono quelli pentiti che considerano il disastro teatino molto merito loro. Ci stazionano i Comunisti che non si sono ancora accorti che dal ‘21 molte cose sono cambiate e quelli che lo sono stati e pur senza vergognarsi non lo sono più. Pensate c’è ancora qualche Democristiano, spesso sotto mentite spoglie ed infine a volte s’affaccia l’ultimo Socialdemocratico, una specie sicuramente estinta. Naturalmente il tutto diretto o condito dal populismo terra terra, son tutti ladri (i politici) ecc ecc ecc. La Panchina è diventata, con il tempo anche un luogo di ristoro, tipo il ristoro per i cavalli del vecchio west. Le vecchine che arrancano con le buste della spesa provenienti dalla piazza trovavano nella Panchina un punto di appoggio e sosta, naturalmente con la spesa custodita. La Panchina perché l’avete tolta, non si poteva spostare e così all’improvviso? Caro Sindaco non ti ho potuto votare, ma l’avrei fatto volentieri. Sono certo che uno dei principi alla base della nuova amministrazione, c’è il rilancio della socialità cittadina e lungi da me pensare ad un trattamento differenziato tra cittadini benestanti e quelli meno, gap che credo vogliate ridurre. Non rimane che pensare ad un errore, e le persone intelligenti sanno riconoscere l’errore è porre rimedio. Per questo chiedo: Aredetce la panchina!” Sempre su Facebook c’è qualcuno che lancia addirittura la proposta di una raccolta fondi per comprare una nuova panchina: “Propongo una colletta – commenta Rinaldo Marcucci – per il ripristino della “SEDUTA”, e la domanda sorge spontanea: perché è stata tolta? Un assiduo frequentatore della Panchina!”

E giù ancora commenti su commenti a supporto della protesta.

Adesso la “patata bollente” è nelle mani del Sindaco!

 

 

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