Iacobitti (PD): “Chiudere Geriatria non è una soluzione”

“La decisione di chiudere il reparto di Geriatria non ha precedenti, è un atto di una gravità inaudita e smaschera il totale fallimento della politica sanitaria della Giunta Marsilio di questi anni: zero programmazione, arroganza nei confronti di medici e personale sanitario e tanta approssimazione”, commenta il segretario del PD di Chieti Enrico Iacobitti.

“Bisogna cominciare a sciogliere i nodi che vengono al pettine – sottolinea – mancano investimenti, manca il rilancio che non solo chiedono le istituzioni e la comunità cittadina, ma anche l’utenza più ampia dei presidi teatini, insieme alle parti sociali che invocano da mesi l’esigenza di una politica di assunzioni, visto che le risorse per farlo ci sono. Invece nulla: anziché risolvere il problema del Pronto Soccorso lo si è cronicizzato, portando disagi a veri e proprie odissee che i pazienti non meritano e nemmeno il personale merita, perché un ospedale non è una trincea dove ogni giorno cercare di vincere una guerra diversa con poche armi. Non va bene nemmeno se a parlare sono i numeri, visto che la nostra Asl è fra quelle che stanno maturando un disavanzo pesante, nonostante le risorse arrivate per gestire l’emergenza Covid e i fondi giacenti nelle casse regionali, perché non abbiamo ancora una rete ospedaliera efficace e approvata, dopo quasi quattro anni di governo regionale di centrodestra. Io credo che si debba finalmente affrontare la situazione e cambiare pagina: serve un distretto sanitario nella parte più popolosa della città, chiuso senza una logica in vista di un’opera di cui non conosciamo tempi certi; servono strutture territoriali che funzionino, perché mai attivate, nonostante siano pronte, come le UCCP; servono investimenti concreti, non solo annunciati, per dare all’ospedale un nuovo corso e fornirlo di strumenti che ad oggi costringono ad esempio i malati oncologici ad andare a fare pet tac altrove, perché qui non si riesce ancora ad acquistarne una, nonostante l’urgenza. La somma di tutto questo ci dice che chi è al timone non è in grado di portare in porto la nave, o, peggio, di non riuscire a tenere una rotta per arrivarci. Serve un altro capitano”.

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