Il talamo è un quadro biblico vivente che affonda le radici nella sacra rappresentazione. È una manifestazione di antichissime origini, che alcuni storici fanno risalire sin agli albori del culto cristiano.
Apre con il tema della violenza il primo talamo a Orsogna: con l’episodio biblico di Caino che uccide il fratello Abele, un appello per la pace e poi, in un’altra scena, l’invito a tutelare la natura e il mondo.
Con uno dei riti più antichi d’Europa, si chiudono in Abruzzo le tradizionali celebrazioni della Pasqua. “Dopo che per due anni il virus non ci ha consentito di ritrovarci, questo evento, quest’anno, ha richiamato molti turisti e appassionati di antiche ricorrenze.” – sottolinea Livia Ceccarossi, la Presidente dell’Associazione Talami di Orsogna.
La manifestazione, già definita dal Ministero del turismo Patrimonio d’Italia per la tradizione, oggi attende il riconoscimento di Patrimonio immateriale dell’Unesco.
I Talami, palchi mobili, con attori in posizione statica, che rappresentano scene dell’Antico e Nuovo Testamento, nella storia di Orsogna, anche nei periodi più duri di guerre e carestie, hanno sfilato per le vie del paese come espressione di grande fede e devozione per la Madonna, a cui i Talami sono dedicati. In ognuno di essi, infatti, in alto, legata ad una raggiera di legno, una bimba del paese rappresenta Maria.
In questa edizione che, come consuetudine, sarà ripetuta ad Agosto, prevale l’inno alla Pace e alla Speranza, “i talami sono un momento di riflessione, che permetta a tutti di guardare il presente nelle sue contraddizioni e di costruire un futuro migliore”, sottolineano gli organizzatori.
La settima scena, trasportata a spalla, come avveniva in passato, ha chiuso la sfilata con una preghiera per la riconciliazione e la solidarietà tra gli uomini di ogni angolo del mondo.
