Pubblichiamo di seguito il comunicato del gruppo Teti in Consiglio comunale a Chieti.
Denunciamo con estrema fermezza la decisione del Sindaco e del Presidente del Consiglio Comunale di convocare il Consiglio Comunale per il 24 dicembre, Vigilia di Natale, con la previsione della prosecuzione dei lavori oltre la mezzanotte, arrivando così al giorno di Natale. Questa scelta non è solo irrispettosa nei confronti della comunità, ma rappresenta l’ennesimo trucco da vecchia politica per aggirare il confronto democratico.
È evidente che il Sindaco e il presidente del Consiglio, ormai privi di una maggioranza solida, tentano di sfruttare l’assenza prevedibile di alcuni consiglieri in un giorno così significativo per forzare decisioni che non troverebbero il sostegno necessario in condizioni normali. La bocciatura della delibera sul rendiconto finanziario, avvenuta appena ieri, ha dimostrato chiaramente l’isolamento politico in cui si trova.
Convocare il Consiglio Comunale alla Vigilia di Natale, e persino a Natale stesso, non è solo una manovra per intimidire chi potrebbe voler trascorrere queste ore con la propria famiglia. È un attacco diretto alla partecipazione democratica e una palese dimostrazione di come il Sindaco e il Presidente del Consiglio stiano cercando di fare della cosa pubblica una gestione personale, piegandola alle loro difficoltà politiche.
Chiediamo con determinazione che questa convocazione venga ritirata immediatamente e che il Sindaco e il Presidente del Consiglio tornino a rispettare le regole del confronto democratico, senza ricorrere a stratagemmi tanto evidenti quanto inaccettabili.
La comunità merita rispetto. Le istituzioni devono essere un luogo di dialogo e trasparenza, non il teatro di giochi di potere volti a mantenere il controllo a tutti i costi. Invitiamo i cittadini a riflettere su questa deriva autoritaria e a unirsi alla nostra denuncia per proteggere i principi della democrazia.
Non permetteremo che queste manovre passino inosservate: Vigilia e Natale sono giorni dedicati alla comunità e ai valori condivisi, non strumenti per piegare la democrazia a interessi di parte.
