“Circa un mese fa, “Articolo uno” ha segnalato lo stato intollerabile di molte strade cittadine – scrive in una nota Giustino Zulli – , diverse delle quali eredità della fallimentare gestione delle destre che hanno amministrato Chieti dal 2010 al 2020, altre peggiorate nell’ultimo anno, sollecitando l’attuale amministrazione, come hanno fatto anche diversi cittadini e comitati di quartiere, a calendarizzare una serie di lavori magari con iniziali interventi tampone in attesa di tempi migliori non solo meteorologicamente per il rifacimento del manto stradale in tutte le vie, soprattutto quelle di maggiore traffico e collegamento.

Alcuni lavori sono stati avviati, con soddisfazione di “Articolo uno” che ne aveva segnalato l’emergenza, per esempio lungo diversi tratti della Via Colonnetta, senza dubbio la più urgente, vista la mole di traffico giornaliero per il collegamento tra il Colle e la vallata. Ma anche in altre strade coperture delle buche ci sono state.

Quello che facciamo fatica a capire, però, è perché sono state coperte le buche più grandi e non anche quelle di più piccole dimensioni che, in piena stagione invernale, tenderanno ad allargarsi anche per effetto delle precipitazioni atmosferiche.

Visto che l’azienda che ha in appalto i lavori stava sul posto, non sarebbe stato meglio e più utile provvedere alla copertura di tutte le buche, non solo di quelle più grandi.

E poiché ci sono alcuni tratti, peraltro già segnalati, che versavano in condizioni non solo pietose ma anche potenzialmente pericolose, non si poteva cogliere questa occasione per sistemare, per esempio, la parte di strada, utilizzata come parcheggio, che va dal distributore di benzina all’edicola di Madonna degli Angeli, come documenta la foto,  visto che in quel posto è stata collocata una delle isole ecologiche?

Articolo uno – conclude Zulli -, pur prendendo atto che qualcosa si è cominciato a muovere, continuerà, nel solo interesse del decoro cittadino, a sollecitare in maniera costruttiva l’attuale amministrazione per la soluzione di tutti i problemi che, ereditati o meno, lo richiederanno”.

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