
Un giro di fatture false per operazioni inesistenti di conferimento di rifiuti ferrosi destinati, ma solo sulla carta, a una società di Giulianova e una di Montecchio Emilia, entrambe attive nel recupero di tali materiali. Società da cui partivano bonifici a favore delle cosiddette società cartiera, operanti fra Chieti e il circondario: ma una volta a destinazione a Chieti i soldi venivano prelevati in contanti da conti correnti postali, mai più di mille euro alla volta, e rimandati quasi per intero, eccetto una piccola parte che veniva trattenuta, alle due società che grazie a quelle fatture riuscivano a “mascherare” il conferimento in nero dei rifiuti ferrosi che ricevevano. Un’operazione denominata Esay Money quella che ha portato i Carabinieri del Comando provinciale di Chieti, del Noe di Pescara e la Guardia di Finanza di Ascoli ad arrestare 13 persone e a effettuare sequestri per circa 12 milioni di euro, sequestri finalizzati alla confisca. Un’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Chieti, Giuseppe Falasca che ha tenuto una conferenza stampa. Otto arrestati sono di Chieti e della provincia di Chieti, tre di Pescara e provincia, uno della provincia di Reggio Emilia e uno della provincia di Teramo: sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, autoriciclaggio, dichiarazione fraudolenta dei redditi mediante l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, impiego di fatture per operazioni inesistenti al fine di evadere l’imposta sui redditi e sull’Iva e attività organizzata per il traffico di rifiuti. A questa operazione plaudono il sindaco Diego Ferrara e l’assessore all’Ambiente e alla Transizione ecologica, Chiara Zappalorto. “Vogliamo fare un pubblico ringraziamento alle forze dell’ordine che attraverso un’intensa e puntuale attività investigativa, hanno reso Chieti libera dai traffici illeciti prima scoperti, poi studiati in tutte le complesse ramificazioni del caso e, con l’operazione di oggi, sgominati. Siamo lieti di avere forze di controllo del territorio di così alto profilo, perché l’Ambiente e la sua tutela sono in cima alla lista delle nostre priorità e sapere di poter contare su tale competenza da parte di chi è preposto al controllo del territorio e alla repressione dei reati, ci rinfranca anche nell’azione amministrativa – dicono. Oltre che questione di civiltà, il rispetto dell’ambiente è soprattutto una questione di legalità, per questo appena insediati abbiamo iniziato a costruire insieme alla Procura di Chieti una sinergia che non ha precedenti, finalizzata a evitare nuove ipoteche sull’ambiente cittadino, dunque puntando in primis sul rispetto delle regole, nonché sul controllo e il monitoraggio costante delle aree più a rischio, specie per le discariche abusive e per l’abbandono di rifiuti tossici o speciali. Per questo in base alle tante segnalazioni ricevute in questi mesi dalla cittadinanza, non solo si è intensificata l’attività di vera e propria pulizia del territorio, ma è iniziata anche una mappatura dei siti e delle criticità cittadine”.
