L’emergenza idrica sta mettendo a dura prova la città di Chieti e così oggi il sindaco Diego Ferrara e il presidente del Consiglio comunale Luigi Febo hanno scritto alla presidente di Aca, Giovanna Brandelli e per conoscenza al direttore tecnico della società Lorenzo Livello: chiedono, in sostanza, un contatto diretto per avere la situazione in tempo reale e informare la cittadinanza su sospensioni e chiusure. Di seguito il testo della lettera. “Gentile Presidente, Come già abbiamo avuto modo di farLe presente nel corso dei nostri incontri, siamo estremamente preoccupati della situazione di emergenza che si è venuta a creare anche nella nostra città e degli effetti che questa sta provocando alla vita dei nostri concittadini e delle attività che insistono sul nostro territorio. Nell’ultimo incontro, tenutosi in Comune poco meno di due settimane fa, pensavamo di aver raggiunto un accordo sia sull’entità delle chiusure, ci era stato detto che, salva fatta la settimana di fine luglio, sarebbero state due dalle 23.30 alle 6 del mattino, sia sull’esigenza di comunicare subito possibili variazioni. Ma le cose, soprattutto negli ultimi giorni, non sono andate in tal senso e oggi abbiamo intere zone della città scoperte anche di giorno e al di fuori dagli orari delle sospensioni e problemi gravissimi a carico di quelle famiglie che hanno anziani non autosufficienti o bambini in casa, nonché delle attività commerciali. Comprendiamo benissimo la difficoltà legata allo stato di emergenza idrica, di cui siamo perfettamente a conoscenza, nonché che gli incendi dei giorni scorsi abbiano influito sulle riserve idriche, ma è indispensabile avere sull’acqua e sulla situazione, sulle emergenze e sulle variazioni del servizio informazioni e una strategia concreta che ci consenta di dare ai cittadini, che sono i fruitori di questo essenziale servizio pubblico, comunicazioni aderenti alla realtà e metterli in condizioni di non restare senza scorte idriche, come invece sta accadendo in questo problematico frangente. Come parte dell’Assemblea, ma non della governance del servizio, altro non possiamo fare che stimolare correttezza e trasparenza nei nostri rapporti, cosa che fino ad oggi è accaduta, alzando la voce quando i diritti dei cittadini sono intaccati e quando dalla comunità arrivano richieste di ascolto e, talora anche di aiuto materiale, a cui non possiamo fare fronte, ma che non possono restare inascoltati, perché si tratta di persone e di situazioni gravi. Per tali e tante ragioni siamo a chiederLe che si costituisca un contatto più diretto sulla situazione idrica, un tavolo permanente e focalizzato in primis sull’emergenza, da cui possano partire informazioni utili alla cittadinanza e provvedimenti risolutivi dei problemi che la situazione crea in città. A tal proposito, e in conclusione, torniamo a far presente l’esigenza di estendere il servizio sull’approvvigionamento idrico tramite autobotti a tutti i cittadini in difficoltà, non solo a quelli con autoclave, perché quando un pubblico servizio non può essere assicurato, bisogna tenere pronte delle alternative concrete e convincenti e attivare tutte le sinergie possibili per dare risposta all’utenza, che è l’interlocutore più importante per chi detiene un servizio di tale sostanza”.
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