Elezioni a Chieti, lo sfogo di un cittadino: candidati dalla faccia di bronzo, spariti per cinque anni e ora ricompaiono tra messaggi e promesse, trattando gli elettori come stupidi

RICEVIAMO e PUBBLICHIAMO 

“Egregio Direttore,

sono un cittadino elettore del territorio di Chieti e Le scrivo per esprimere un sentimento di crescente amarezza e indignazione nei confronti del comportamento di molti candidati alle prossime elezioni amministrative.

Come accade ormai ciclicamente, in questi giorni di campagna elettorale assistiamo a un’improvvisa e quasi miracolosa riscoperta dell’elettore: strette di mano, sorrisi, promesse, incontri pubblici e perfino saluti cordiali per strada. Tutto questo, tuttavia, appare difficilmente credibile agli occhi di chi, come me, ha vissuto i cinque anni precedenti nell’assoluta invisibilità.

Mi permetta di essere diretto: per cinque anni non ho ricevuto attenzione, ascolto, né tantomeno un semplice saluto da parte di coloro che oggi si presentano come paladini dei cittadini. Nessuna presenza nei quartieri, nessuna disponibilità al dialogo, nessun segnale concreto di vicinanza ai problemi quotidiani della comunità. Eppure, improvvisamente, a ridosso delle elezioni, torniamo a esistere.

A tutto ciò si aggiunge un aspetto che trovo particolarmente irritante: in queste settimane sono letteralmente subissato di “santini” elettorali inviati tramite WhatsApp da persone che, nel corso degli anni, non hanno mai trovato il tempo per una telefonata, un saluto, un augurio di compleanno o anche solo per chiedere come stessi. Ora, invece, la mia rubrica sembra essere diventata improvvisamente preziosa. Senza contare le numerose richieste di amicizia sui social network e i messaggi automatici di candidati che, fino a ieri, non avevo mai visto né incontrato per strada.

Questo malcostume, ormai radicato, non solo mina profondamente la fiducia nelle istituzioni e nella politica locale, ma dà anche la sensazione di essere considerati cittadini di serie B, buoni solo al momento del voto, quasi come se gli elettori fossero persone da convincere con facilità o, peggio ancora, da trattare come stupidi.

L’elettore non può essere considerato un mezzo da utilizzare periodicamente per ottenere consenso, per poi essere dimenticato subito dopo lo scrutinio. Il rispetto verso i cittadini dovrebbe essere continuo, autentico e coerente, non intermittente e opportunistico.

Non scrivo per polemica sterile, ma con la speranza che questa riflessione possa trovare spazio nel Suo giornale e contribuire a una presa di coscienza collettiva. Chieti merita una classe politica presente, responsabile e realmente vicina alla cittadinanza, non solo nei giorni in cui si chiedono voti.

Confidando nella Sua attenzione, La ringrazio per l’ospitalità”.

Cordiali saluti,
Un cittadino elettore

Previous Story

L’Istituto comprensivo 3 di Chieti protagonista in Slovacchia con il progetto Erasmus+ KA1

Next Story

Schlein chiude il “Congresso delle Idee” a Chieti. Sostegno a Legnini in vista delle elezioni

Ultime notizie da Blog

Latest in Music

About us

One thousand years ago, superstition and the sword ruled. It was a time of darkness. It was a world of fear. It was the age of gargoyles. Stone by day, warriors by night, we were betrayed by the humans we had sworn to protect, frozen in stone by a magic spell for a thousand years.

Now, here in Manhattan, the spell is broken, and we live again! We are defenders of the night! We are Gargoyles! Scout troop short a child, Khrushchev’s due at Idelwyld… Car 54, where are you? Harlem that’s backed up.

Authors

Newsletter

[mc4wp_form id="176"]

© COPYRIGHT 2023 – IL GIORNALE DI CHIETI.
PIAZZALE MARCONI N.69 – 66100 CHIETI
ILGIORNALEDICHIETI@GMAIL.COM | C.F. 93062690693.