Certificazione internazionale per il protocollo clinico-strumentale messo a punto dal professor Michele D’Attilio, professore associato di Ortodonzia e Gnatologia e Presidente del Corso di laurea in Logopedia dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara. La novità riguarda la possibilità di stabilire se la causa del disordine muscolo-scheletrico risieda nella vista, nella bocca o in altre parti del corpo, come nel caso dell’appoggio plantare. Il protocollo consente inoltre di comprendere se un bite, l’ormai noto apparecchio dentale, può essere utile per la risoluzione delle problematiche dei pazienti e stabilire in quale posizione costruire il bite stesso. Il dolore del distretto testa-collo può essere collegato a problematiche che partono dalla bocca, intendendo quest’ultima come l’insieme di denti, lingua, muscoli e articolazione. Una disfunzione a carico della bocca, la cosiddetta “malocclusione”, è in grado di generare un’alterazione della funzione dei muscoli. Nel tempo questa disfunzione porta alla formazione, all’interno dei muscoli, dei cosiddetti trigger point, in grado di generare il dolore nel muscolo mal funzionante e di estenderlo alle tempie, all’occhio, alle zone posteriori della testa e del collo. Possono inoltre generarsi altri sintomi, come fischi e ronzii all’orecchio e sbandamenti posturali, che alterano “Il bite – spiega il professor Michele D’Attilio – non fa bene a tutti, e non è sempre efficace. I miei studi di ricerca di base e clinica hanno consentito di mettere a punto un protocollo che utilizzo dal 1996, certificato di recente da un ente internazionale con marchio TUV. Dalla sua messa punto sono scaturite numerose pubblicazioni in ambito scientifico internazionale. Quando si avvertono dolori nel distretto testa-collo, il paziente riferisce di sentirsi come su una barca in mezzo al mare mosso o di sentirsi sprofondare mentre cammina. La correlazione tra occlusione e postura assume un ruolo ancora più importante se trasferito nel mondo dello sport. Gli studi condotti – aggiunge il professor D’Attilio – mirano a migliorare la percentuale di successo nella diagnosi e, quindi, nella terapia dei pazienti e dei numerosi atleti presi in cura nel corso degli anni. Gli atleti sono molto sensibili alle modifiche posturali e, agendo attraverso un bite, è possibile migliorare l’equilibrio corporeo, mettendoli nelle condizioni di esprimere un potenziale atletico altrimenti inespresso. Da quando ho iniziato ad occuparmi di gnatologia sportiva, ormai più di trent’anni fa, – conclude il professor D’Attilio – ho avuto modo di curare molti atleti sul territorio nazionale e internazionale, tra cui sciatori del circuito della coppa del mondo e della coppa Europa. Il protocollo, inoltre, è stato utilizzato con le atlete della nazionale italiana di basket, gli atleti del Progetto Club Italia della Federazione Italiana Volley, diversi motociclisti del mondo del motocross e dell’e-bike, nonché molti altri atleti di realtà locali, compresi i calciatori della Delfino Pescara calcio”.
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