Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina “Diritti Umani” (CNDDU) ha chiesto formalmente un incontro urgente al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, coinvolgendo per conoscenza anche la Presidenza della Repubblica. Al centro della richiesta, una questione che sta suscitando crescente preoccupazione nel mondo della scuola: la progressiva riduzione delle ore dedicate alle discipline giuridiche ed economiche, afferenti alla classe di concorso A-46.
A firmare la richiesta è stato l’avvocato Alessio Parente, segretario generale del CNDDU, insieme all’Associazione Apidge. La sollecitazione nasce dall’osservazione di un trend ormai evidente nelle più recenti riforme ordinamentali, in particolare nella revisione dei quadri orari degli istituti tecnici e professionali.
Secondo i docenti, il processo di riorganizzazione — pur orientato al rafforzamento delle competenze operative e interdisciplinari — sta producendo effetti collaterali significativi. Tra questi, una marcata riduzione degli spazi destinati all’insegnamento del diritto e dell’economia.
Non si tratta soltanto di una questione occupazionale, sebbene concreta — vista la crescente difficoltà nel costituire cattedre complete — ma di un problema più ampio che riguarda la qualità dell’offerta formativa e il ruolo stesso della scuola nella formazione dei cittadini.
Le discipline giuridico-economiche, sottolinea il CNDDU, rappresentano infatti un pilastro fondamentale per sviluppare cittadini consapevoli, in grado di orientarsi nei sistemi normativi, economici e sociali contemporanei. Una loro riduzione rischia di indebolire uno degli strumenti principali attraverso cui la scuola promuove la conoscenza dei diritti, dei doveri e dei meccanismi democratici.
L’organismo evidenzia inoltre una possibile tensione con i principi sanciti dalla Costituzione italiana, in particolare quelli relativi all’uguaglianza nell’accesso a un’istruzione completa e al ruolo della scuola come luogo di formazione integrale della persona.
Per affrontare la questione, il CNDDU propone l’apertura di un tavolo istituzionale con obiettivi precisi: analizzare l’impatto delle riforme sulla classe di concorso A-46, individuare eventuali correttivi per garantire un’adeguata disponibilità oraria e rilanciare il valore strategico delle discipline giuridico-economiche nel sistema scolastico.
«La scuola non può rinunciare alla propria funzione di palestra di democrazia e legalità», sottolinea il presidente nazionale del CNDDU, Romano Pesavento. «Per svolgere questo ruolo ha bisogno di strumenti culturali solidi, tra cui le competenze giuridiche ed economiche».
L’auspicio, concludono i docenti, è che il Ministero accolga rapidamente la richiesta, avviando un confronto costruttivo che tuteli non solo una categoria professionale, ma l’intero sistema educativo e le future generazioni.
