«L’Amministrazione comunale di Ortona – dichiara il segretario di AVS Ortona, Tommaso D’Anchini – ha approvato una delibera che dà mandato alla prosecuzione dei Piani Particolareggiati per Ripari di Giobbe e l’Acquabella. Si tratta di una scelta che ripropone il modello della cementificazione, lo stesso che la stessa maggioranza aveva criticato in passato. Una contraddizione lampante, che va nella direzione opposta rispetto a una reale tutela del territorio e a una visione di turismo sostenibile, innovativo e legato alla natura».
Secondo D’Anchini, «parliamo di circa 285.000 metri quadrati edificabili, oltre 28 ettari: un intervento che rischia di trasformarsi in nuovi quartieri residenziali, con un consumo irreversibile di suolo agricolo e paesaggio naturale, in un’area di straordinario valore ambientale a ridosso delle Riserve Naturali e dei Siti di Interesse Comunitario».
Il segretario AVS sottolinea anche l’incoerenza con le prospettive del turismo sostenibile, ricordando il recente evento “Terre Attrattive” organizzato dal GAL Costa dei Trabocchi, che ha messo al centro innovazione, paesaggio e identità locali: «Mentre si parla a livello nazionale di futuro e sostenibilità – afferma – qui ad Ortona si insiste su modelli del passato. È un approccio schizofrenico e pericoloso».
La procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) è in corso. In questa fase saranno coinvolti gli enti sovraordinati (Regione, Provincia, Soprintendenza, ARTA, ASL) e si aprirà anche un momento di consultazione pubblica, al quale invitiamo tutti i cittadini a partecipare attivamente. «Confidiamo – aggiunge D’Anchini – che gli enti preposti, in particolare la Soprintendenza e la Provincia, esprimano pareri chiari e vincolanti a tutela del paesaggio, della natura e del futuro turistico del territorio, anche alla luce del ricorso al TAR ancora pendente e delle osservazioni già sollevate in passato».
D’Anchini richiama infine l’attenzione sulla nuova Legge Regionale 58/2023, che stabilisce principi precisi: contenere il consumo di suolo, puntare sulla rigenerazione dell’esistente e orientare le città verso modelli sostenibili. «Approvare oggi piani che vanno nella direzione opposta – conclude – significa negare un futuro alle nuove generazioni, già oggi esposte a rischi idrogeologici e allagamenti. Per questo chiediamo all’Amministrazione di fermarsi e di rispettare i principi di sostenibilità, trasparenza e precauzione. I Ripari di Giobbe e l’Acquabella non sono terreni da sacrificare al cemento, ma patrimoni naturali e turistici da valorizzare».
AVS Ortona invita cittadini, associazioni e comitati a seguire con attenzione questa fase e a partecipare attivamente alla consultazione pubblica: «Solo insieme possiamo difendere il futuro del nostro territorio».
