Il 17 maggio, alle ore17, presso l’Auditorium del Museo Universitario di Chieti, in piazza Trento e Trieste, l’’Associazione “Noi del G.B.Vico” insieme con “Gli Amici della Biblioteca De Meis”, “Fidapa BPW, sez. di Chieti”, “Museo della lettera d’amore MLA”, “Libreria De Luca” presenterà Dalle pagine di Ada d’Adamo le riflessioni di.. Ada d’Adamo è stata una danzatrice e coreografa, ha scritto vari saggi sul teatro e sulla danza contemporanea, ha collaborato come editor a libri per l’infanzia, ha scritto “Come d’aria” con cui è entrata nella dozzina del Premio Strega 2023. Nonostante l’autrice sia scomparsa il 1° aprile, il libro resta in gara al Premio Strega e, sembra, con ottime prospettive. Il 7 maggio le è stato assegnato il Premio Internazionale Flaiano. Il libro è la storia di Daria e Ada, di una figlia e di una madre: una “magica” figlia disabile ed una madre che cinque anni fa contrae un tumore. È stato detto che questo libro è un “dono”; è un dono prezioso per la sua testimonianza di coraggio e dignità, oltre che per eleganza e rigore stilistico. Proprio perché il libro racconta la battaglia affinché la vita di Daria fosse degna di essere vissuta come la vita di tutti, l’Associazione “Noi del G.B.Vico” ha deciso di non risolvere la serata in un incontro solo di carattere letterario e artistico: onorare la memoria di Ada d’Adamo significa estrapolare dalle parole della scrittrice riflessioni di carattere sociale sulla sua battaglia pubblica e privata. Si parlerà dei bambini “speciali”, dei disabili che spesso non hanno voce, né visibilità. Per questo interverranno a portare la loro esperienza, i loro dubbi e le loro speranze tanti amici: medici, una psicologa, alcuni genitori, un dirigente scolastico, gente di cultura…Gli interventi avranno carattere propositivo! Se conquiste collettive ci sono state nel passato, ora tocca a noi difenderle, sperimentare nuove prassi e produrre una nuova cultura. Perché tante Associazioni si sono unite a noi per realizzare l’incontro? Perché CI RIGUARDA! Ci riguarda una solidarietà non pietistica verso il recupero della parte sofferente della società, che non è “altro” da noi.
