Contagi Covid 19 in aumento, Schael: “Il Contact tracing è essenziale”

“Se c’è un servizio aziendale che ha avuto un ruolo fondamentale e strategico negli ultimi 18 mesi, e continua ancor oggi a essere tale, è il Dipartimento Prevenzione. E proprio mentre si faceva strada l’idea, o forse la speranza, di alleggerirne il carico, e la dotazione di risorse, abbiamo l’urgenza di invertire la rotta e acquisire nuovo personale. La nostra Asl  si appresta, dunque, a inserire altre professionalità a supporto del contact tracing, siano essi medici, infermieri e informatici, in vista dell’aumento  dei contagi che ci aspettiamo elevati nelle prossime tre settimane alla luce dei numeri di questi giorni” . Lo dice il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Thomas Schael. “Mi preme sottolineare la rilevanza dell’attività svolta dal Dipartimento, sotto la guida di Giuseppe Torzi, e l’importanza del ruolo di tutti gli operatori coinvolti nella gestione della pandemia a livello territoriale, che può essere concretamente descritta dai numeri:  sono stati seguiti oltre 21.000 casi di Covid, ed effettuate circa 200mila telefonate, poiché ogni positivo determina la ricostruzione della cosidetta catena epidemiologica, di almeno 10 persone tra i contatti stretti da porre in quarantena – aggiunge Schael.  A tale attività si aggiungono le comunicazioni alla Prefettura e ai Sindaci dei casi positivi e isolamento domiciliare e le prescrizioni di migliaia di tamponi molecolari, da eseguire sia a domicilio che ai Drive in, gestiti attraverso la piattaforma informatica Sm@rt-Test, realizzata per la nostra Asl e premiata più volte come soluzione innovativa per far fronte alla pandemia. I casi positivi vengono lavorati tutti, fino all’ultimo, in giornata, perché l’isolamento tempestivo è fondamentale ai fini della diffusione dei contagi, e richiede un impegno davvero eccezionale, fatto di dieci ore al giorno, sette giorni su sette: un lavoro efficace basato sull’empatia, perché in pochi minuti si cambiano le abitudini e le attività delle persone. Da qui l’importanza di saper costruire, rapidamente, una relazione con persone che non si aspettavano quella telefonata e, soprattutto, le conseguenze. E parliamo di cittadini di tutte le fasce di età,  giovani, anziani, di ogni estrazione sociale, livello di istruzione, lavoratori, disoccupati, detenuti, laureati, senzatetto, centri di accoglienza, alberghi e conventi. Posso affermare con assoluta tranquillità che sul contact tracing e sulla gestione territoriale del Covid-19 abbiamo sviluppato un modello inedito  ed efficace, allestito in tutta fretta e  migliorato in corsa,  che ha permesso anche di formare decine di giovani che hanno lavorato con noi e acquisito sia competenze pratiche che in materia di norme in continua evoluzione. I nostri operatori hanno fatto fronte alla pandemia e al tempo stesso costruito una “best practice”, che rende merito a tutti loro e rappresenta uno stimolo per i nuovi professionisti che vorranno misurarsi con questa sfida. Giuseppe Torzi, insieme con Arturo Di Girolamo e Donatella Belfatto, rappresentano un’avanguardia, e sono certo che troveremo l’interesse di giovani professionisti attratti da un mondo inesplorato fino a un po’ di mesi fa, ma divenuto nella nostra Asl oggetto di studio per l’applicazione di nuovi modelli operativi. Mi auguro, perciò, – conclude Schael – che la nostra sia una ricerca di personale fruttuosa, che giova all’attività di contact tracing in un momento che si sta facendo nuovamente critico, e agli stessi professionisti che avranno la possibilità di sviluppare competenze preziose”.

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