«La Gioventù Nazionale della Provincia di Chieti vuole denunciare pubblicamente quanto accaduto a Vasto». Con queste parole l’organizzazione giovanile ha diffuso un comunicato stampa dopo l’episodio avvenuto durante il congresso dei Giovani Democratici di Vasto, martedì 23 settembre, quando è stata esibita una maglietta con il simbolo delle Brigate Rosse.
Secondo la Gioventù Nazionale, il gesto rappresenta «un insulto alla memoria storica del Paese e alle vittime del terrorismo».
Nel comunicato si sottolinea che «mostrare con orgoglio un simile simbolo non significa esprimere un’opinione, ma compiere un vero e proprio atto di apologia nei confronti di un’organizzazione criminale che ha seminato morte, violenza e distruzione».
Le Brigate Rosse – continua la nota – «non hanno nulla di ironico o goliardico: non sono un mito da richiamare né un’icona da stampare su una maglietta. Sono il volto del sangue versato, di Aldo Moro barbaramente assassinato, dei servitori dello Stato caduti sotto i colpi del terrorismo».
La Gioventù Nazionale accusa i vertici locali e regionali dei Giovani Democratici di non aver preso posizione durante l’episodio. «Saverio Gileno, segretario regionale, e Annachiara Di Lorenzo, segretaria provinciale – si legge – hanno assistito senza dire nulla, parlando allo stesso tempo di “partecipazione democratica” e “avanguardia giovanile”».
Nel comunicato si punta il dito anche contro la presenza silenziosa di rappresentanti istituzionali: gli assessori comunali Nicola Della Gatta e Paola Cianci, e il consigliere Francesco Del Viscio.
Richiesta di condanna anche al sindaco di Vasto, Francesco Menna, «che non può permettersi di voltarsi dall’altra parte».
La Gioventù Nazionale della Provincia di Chieti conclude con un messaggio netto:
«Chi tollera, minimizza o ignora episodi che celebrano il terrorismo non è degno di rappresentare i cittadini e non può pretendere credibilità politica. Non accetteremo mai che il sacrificio di chi ha difeso lo Stato venga infangato dall’ignoranza o, peggio, dalla complicità morale della sinistra. Chiunque inneggi a chi ha insanguinato l’Italia non può avere spazio nella vita democratica del nostro Paese».
