Classifica Censis: l’Università “Gabriele d’Annunzio” nella top 10 dei grandi atenei italiani

Il Rettore dell'Università "G. D'Annunzio" Liborio Stuppia

Un balzo in avanti storico che premia il lavoro di squadra, la qualità dei servizi e l’attrattività didattica. L’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara celebra un risultato straordinario nella nuova edizione della Classifica Censis delle Università Italiane (2026/2027), pubblicata oggi e che ogni anno valuta gli atenei statali attraverso l’analisi di indicatori chiave come borse di studio, occupabilità dei laureati, servizi digitali, internazionalizzazione e strutture. Nel prestigioso ranking riservato ai “Grandi Atenei Statali” (le università italiane che contano tra i 20.000 e i 40.000 iscritti), la “d’Annunzio” si attesta all’ottavo posto assoluto in Italia con un punteggio complessivo di 84,2 punti. Il dato più rilevante è la significativa progressione dell’Ateneo che, rispetto allo scorso anno, guadagna ben sei posizioni: si tratta del record assoluto di crescita registrato quest’anno, all’interno dell’intera categoria dei Grandi Atenei a livello nazionale. Il posizionamento della “d’Annunzio” assume un valore straordinario se letto nel contesto competitivo italiano: l’Ateneo si colloca a un soffio (appena 0,1 punti) da una realtà metropolitana come Roma Tor Vergata ( posto) e si lascia alle spalle atenei storici e tradizionalmente forti del Centro-Nord come l’Università di Genova, l’Università di Modena e Reggio Emilia, l’Università di Verona e l’Università di Ferrara.

Questa crescita di ben sei posizioni commenta il Magnifico Rettore della “d’Annunzio”, Liborio Stuppianon è un caso ma il frutto di una programmazione attenta e di un grandissimo lavoro collettivo, svolto da tutta la nostra comunità accademica, dal corpo docente al personale tecnico-amministrativo. Entrare nella top 10 dei Grandi Atenei italiani, con un punteggio di 84,2, e registrare il primato nazionale di crescita nella nostra categoria certifica che la strada intrapresa per migliorare i servizi agli studenti, internazionalizzare l’offerta e qualificare la ricerca è quella corretta. Confrontarsi e superare nel punteggio generale realtà storiche del Paese conclude il Rettore Stuppiadimostra che la d’Annunzio è oggi un polo scientifico e culturale moderno, competitivo e fortemente attrattivo a livello nazionale“.

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