Prosegue il percorso alla scoperta della storia culturale teatina con il quinto appuntamento del ciclo di conferenze “Chieti prima di Chieti – Chieti e l’Abruzzo intellettuale”, promosso dall’Associazione Culturale Teate Nostra in collaborazione con i Dipartimenti DiLASS e DiSEGS dell’Università “Gabriele D’Annunzio” di Chieti-Pescara e con il patrocinio della Provincia di Chieti.
Il programma, articolato in quindici incontri a cadenza mensile, si svolge nella Sala Consiliare della Provincia in Corso Marrucino, ogni volta alle ore 18, dal 3 dicembre 2025 al 3 giugno 2026. Obiettivo: ripercorrere, attraverso venti studiosi, l’evoluzione del pensiero e della produzione culturale teatina e abruzzese dall’età preromana ai giorni nostri.
Mercoledì 11 febbraio 2026, alle ore 18, il ciclo ospita due relazioni dedicate a figure cardine della classicità latina: “Sallustio, lo storico e l’artista” del professor Francesco Berardi, e “Ovidio poeta getico” del professor Patrizio Domenicucci.
Il professor Berardi, ordinario di Lingua e Letteratura Latina all’Università d’Annunzio e presidente del Corso di Studi Magistrale in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie, è tra i massimi esperti di retorica e filologia classica, con una lunga attività di ricerca internazionale. Nel suo intervento approfondirà la figura di Gaio Sallustio Crispo (86–35/34 a.C.), politico, storico e senatore romano originario di Amiternum. Dopo la carriera pubblica, segnata anche da momenti controversi, Sallustio si ritirò dalla vita politica per dedicarsi alla stesura delle opere storiche che lo avrebbero consegnato alla fama: De Catilinae coniuratione, Bellum Iugurthinum e le Historiae. Testi fondamentali, considerati le prime grandi monografie della storiografia latina repubblicana.
A seguire, il professor Domenicucci, ordinario di Letteratura Latina presso il DiLASS e studioso della poesia latina della prima età imperiale, guiderà il pubblico alla riscoperta di Ovidio durante l’esilio a Tomi, tema al centro della relazione “Ovidio poeta getico”. L’intervento analizzerà alcuni aspetti delle opere composte poetando ai confini dell’Impero, dove il grande poeta elegiaco, pur adottando strategie per ottenere il richiamo a Roma, mostra un progressivo processo di adattamento e rassegnata integrazione nel contesto getico. Domenicucci ha dedicato numerosi studi alle connessioni tra letteratura latina, astronomia e astrologia, tra cui Astra Caesarum (1996), Il cielo di Lucano (2013) e Le stelle di Valerio Flacco (2023).
Il ciclo “Chieti prima di Chieti” continua così ad arricchire il dibattito culturale cittadino, offrendo alla comunità l’opportunità di esplorare le radici intellettuali del territorio attraverso il contributo dei docenti dell’ateneo teatino.
L’ingresso è libero.
