
Chiacchierata con l’allenatore Lello Di Camillo per cercare di capire il “fenomeno” Chieti Calcio Femminile. La squadra neroverde ha chiuso il girone d’andata da imbattuta, ha infilato 15 successi consecutivi ed ora è lanciatissima verso il traguardo della promozione in serie B. Frantumato ogni record.
Mister come nasce questo gruppo straordinario?
“L’ho costruito pezzo dopo pezzo. L’anno scorso avevamo disputato un eccellente campionato chiuso al secondo posto. Mi si presentavano, nel riprogrammare la nuova stagione, due soluzioni. Apportare pochi ritocchi al gruppo preesistente oppure rinnovare molto. Ho scelto la seconda opzione cambiando largamente l’organico, anche perché c’era chi voleva fare nuove esperienze mentre per altre eravamo noi a non voler proseguire il rapporto. Così abbiamo cambiato molto e per di più mi sono affidato alla linea verde, chiamando al Chieti ragazze molto giovani, del 2001 e del 2002. In casi del genere, quando cioè il rinnovamento è profondo e per giunta l’età media della rosa si è sensibilmente abbassata, le incognite non mancano, c’è sempre il rischio che lungo la strada si presentino delle difficoltà. Per fortuna questo non è accaduto, tutto è filato bene fin dall’inizio e la classifica è lì a testimoniarlo. Direi che le cose sono andate ben oltre ogni più rosea aspettativa, era inimmaginabile un exploit così clamoroso. Ragazze da applaudire. Squadra molto giovane, io l’ho solo motivata, il resto l’hanno fatto loro. Adesso c’è un gruppo coeso, unito da una forte amicizia e spinto da tanto entusiasmo. Si può proseguire lavorando senza particolari problemi, una prospettiva che mi dà molta tranquillità”.
Domanda antipatica. Tutto merito del Chieti o anche frutto del deludente cammino delle dirette rivali?
“Direi che noi abbiamo dimostrato di avere un ritmo decisamente superiore a quello delle nostre avversarie. Siamo andati, l’ho già detto, oltre ogni aspettativa. Ma è vero che la Res Roma qualcosina in più doveva darla e che il Trani sconta il fatto che è stato costruito strada facendo. Si è rivelato un errore non partire in maniera già organizzata dal punto di vista tecnico. Adesso però il Trani è davvero una gran bella squadra. Anche il Lecce ha deluso parecchio. Tutte e tre queste formazioni, inoltre, hanno un consistente numero di calciatrici straniere il che crea problemi a livello di gestione per tante ragioni. Noi invece abbiamo una sola straniera (l’ungherese Regina Kokany n.d.r.) che nemmeno è titolare fissa, è comunque una ragazza che si è inserita subito, ha entusiasmo e voglia di allenarsi”.
Nel Chieti chi è la rivelazione della stagione?
“Sarebbe facile rispondere Alessia Stivaletta che ha segnato 25 reti. Ma lei i gol li ha sempre fatti, forse negli anni scorsi le è mancata la continuità, cosa che quest’anno sta dimostrando per cui il suo rendimento è al massimo. Non c’è una vera sorpresa, quasi tutte le ragazze stanno fornendo un contributo che va al di là delle loro potenzialità. Aggiungo che in porta abbiamo una 2002 cresciuta con noi visto che è tesserata da sei anni, Lisa Falcocchia. Anche Martella e Giuliani hanno raggiunto stabilmente elevati livelli”. Ovviamente da papà (che è anche allenatore) nessun elogio alle due figlie, Giada e Giulia Di Camillo, vere colonne della squadra neroverde.
Nel girone di ritorno basterà gestire il vantaggio per tagliare il traguardo della promozione?
“Limitarsi a gestire sarebbe la cosa più brutta e antipatica da fare. Le difficoltà non sono finite e nessuno è tanto imprudente da dire che il discorso è chiuso. Guai pensarlo. Ne sapremo di più dopo la quinta giornata. Mi spiego. Domenica prossima riposiamo perché sono in programma alcuni recuperi. Poi abbiamo in casa l’Independent, un avversario che ci ha fatto sempre soffrire, all’andata e in Coppa Italia, quindi viaggio in Calabria contro il Coscarello, unico ostacolo che dovremmo superare con una certa tranquillità. Si torna in casa per affrontare l’Aprilia, altra squadra partita con grandi ambizioni, svanite, e infine due trasferte consecutive molto, ma molto impegnative e piene di insidie: Trani e Lecce. Ecco perché dico che dopo la quinta l’esito finale del campionato sarà in parte decifrabile”.
Capitolo campo. Una vergogna peregrinare ogni domenica in cerca di ospitalità. C’è qualche possibilità che si torni a Chieti?
“Credo proprio di no. C’è stato un abboccamento a novembre ma a mio giudizio era solo una finta. Eravamo disposti a compiere uno sforzo se i nostri interlocutori avessero fatto un passo avanti che non c’è stato. E’ un grandissimo problema, il continuo cambio di campi è anche fonte di infortuni. Il 13 febbraio non sappiamo dove giocheremo contro l’Independent, riprendono tutti i campionati e gli impianti sono occupati ovunque. Poi alla fine un campo lo troveremo ma sempre all’ultimo momento e grazie alla sensibilità delle amministrazioni comunali e dei responsabili delle strutture. Beninteso noi paghiamo fior di quattrini per ogni partita disputata, non abbiamo ospitalità gratuita. Soldi che potevano restare a Chieti come quelli che spendono le squadre che arrivano da fuori, un vero peccato. Per fortuna quest’anno stiamo superando anche questo grosso handicap ma resta l’enorme disagio. Per gli allenamenti disponiamo del Sant’Anna dove ha spazio anche la nostra scuola calcio ma le sue condizioni sono a dir poco precarie, è ridotto davvero male. Spero che i lavori già programmati e per i quali il finanziamento è pronto, possano partire a maggio anche per non perdere fondi già stanziati. Il problema degli impianti sportivi a Chieti dovrebbe essere una priorità”.
Che dire? Ragazze vincenti che indossano la maglia neroverde meritano più attenzione.
Foto di Andrea Milazzo
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