Chieti come Bagdad o Kabul, il grido d’allarme di un teatino che vive in Veneto

RICEVIAMO e PUBBLICHIAMO

Buongiorno Direttore,

Le scrivo per sottoporre alla Sua attenzione e a quella dei lettori de “Il Giornale di Chieti” le sensazioni negative che provano i teatini che vivono per motivi di lavoro in altre regioni, ogni qualvolta tornano nella propria amata città.

Vivo in Veneto ormai da diversi anni, ma il mio cuore è rimasto a Chieti dove sono nato, dove ho vissuto una serena infanzia e dove ho ancora tanti affetti che mi fanno sentire ancora appartenente alla comunità teatina. Per questo, quando il tempo me lo permette, e comunque alle feste importanti, torno sempre a Chieti per passare qualche giorno con i miei familiari e rivedere i miei amici d’infanzia.

Purtroppo, ogni volta noto con dispiacere che la città va sempre peggiorando nel decoro (per la costante presenza di sporcizia ed escrementi di animali, addirittura anche sui marciapiedi lungo il Corso Marrucino) e nell’incuria delle strade dissestate e piene di buche (sempre più profonde) che mettono a rischio l’incolumità dei cittadini, oltre chiaramente a procurare danni alle automobili. Ed è quello che succede spesso e che è accaduto in questi giorni di festa anche ad un mio familiare che ha subito gravi danni all’automobile a causa delle buche del manto stradale. Ma sono sicuro che sono in tanti ad avere avuto simili inconvenienti. A questo punto non meraviglia la scarsa di presenza a Chieti di turisti, e la scelta degli abitanti dei paesi vicini di frequentare maggiormente la città di Pescara, per lo shopping o anche solo per una passeggiata.

Mi stupisce e mi dispiace tantissimo il lassismo che sta pervadendo i cittadini di Chieti, quasi rassegnati al declino della città.

Naturalmente con questa riflessione non voglio entrare in argomenti politici, e soprattutto non voglio  fare il “sapientino” verso i teatini e contro l’Amministrazione, ma mi chiedo come sia possibile che a Chieti si accetti tutto nel silenzio più assordante e si protesti solo per sollecitare “La verità per Giulio Regeni” esibendo lenzuola sulle finestre e poi non ci s’indigni per la continua presenza di sporcizia sui marciapiedi; oppure che nessuno alzi la voce nei confronti dei politici per le strade in cattivo stato che mettono a dura prova ogni giorno i cerchioni e gli ammortizzatori delle nostre auto, ma si è tutti felici (almeno così traspare dai numerosi commenti sui social) per la “pastasciutta antifascista” a Piazza Malta.

Sono dispiaciuto e arrabbiato perché per me Chieti è Chieti, e non potrò mai accettare in cuor mio che giorno dopo giorno essa si degradi a vista d’occhio e che le nostre strade diventino come quelle di città come Bagdad o Kabul nei momenti più brutti di guerra, sofferenza e povertà.

Grazie per l’attenzione.

Antonio

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