Chiesa di San Francesco al Corso, la politica si mobilita

La politica di mobilita per la chiesa di San Francesco al Corso, che nel frattempo continua a restare chiusa, al di là di impegni e proclami. Dice la deputata Daniela Torto (M5S): “La Chiesa di San Francesco a Chieti è stata pesantemente danneggiata dal sisma del 2009. Da tempo sto seguendo la travagliata situazione dei lavori di restauro che, purtroppo, sono andati avanti a rilento in questi anni, a causa di alcune vicende non legate alla volontà del Ministero della Cultura. Ho voluto, per questo, avviare una proficua interlocuzione con il Segretario Regionale dell’Abruzzo del Ministero della Cultura dott. Macrì, che è a capo della struttura che si occupa del restauro, al quale ho chiesto aggiornamenti sullo stato dell’arte. Macrì mi ha assicurato che sono stati fatti passi in avanti: è stato nominato un nuovo responsabile unico del procedimento e , a settembre, è stato individuato attraverso bando pubblico il professionista a cui affidare il progetto di restauro”. Così Daniela Torto, deputata abruzzese del MoVimento 5 Stelle. “È notizia recente che – nell’ambito del secondo piano di interventi di ricostruzione del patrimonio culturale della città dell’Aquila e delle aree colpite dal sisma del 6 aprile 2009 – il Cipess (Comitato interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile) ha deliberato un ulteriore stanziamento di un milione di euro per l’esecuzione dei lavori della chiesa di San Francesco. Questo testimonia che la situazione non è più inerte, come ha assicurato dal dott. Macrì. Adesso che i fondi sono disponibili, però, occorre un’accelerazione importante anche da parte di chi si occupa della progettazione, perché si è atteso fin troppo. La sinergica collaborazione tra le varie parti coinvolte non venga rallentata ora da alcuna inadempienza. Siamo tutti fiduciosi e operativi. Personalmente – conclude la deputata Torto – continuerò a monitorare l’iter del restauro della Chiesa di San Francesco, affinché si portino finalmente a compimento lavori attesi da anni dai cittadini”. Interviene anche il vice sindaco, Paolo De Cesare: “Accogliamo positivamente la raccolta di firme per la riqualificazione della chiesa di San Francesco al Corso, chiusa nel 2009 a seguito del terremoto dell’Aquila, perché l’Amministrazione comunale non è stata inerte in questi mesi tant’è che nei giorni scorsi siamo tornati a richiedere un incontro con la stazione appaltante degli attesi lavori”, assicura il vicesindaco e assessore alla Cultura. “Mesi fa avevamo già scritto al Segretariato regionale del Mibact per conoscere lo stato del completamento dei lavori – riprende De Cesare – In quell’occasione, grazie all’interessamento anche del consigliere Damiano Zappone, abbiamo ricostruito lo stato dell’arte relativo al recupero e ricevuto certezze sull’indizione della gara per il secondo lotto e che i lavori sarebbero partiti in autunno. Andando verso ormai verso l’inverno, nei giorni scorsi siamo tornati a reclamare attenzione, sollecitando di nuovo il segretario, chiedendo un incontro telematico per conoscere lo stato dell’arte, nonché tempi e modalità della ripresa dei lavori, visto che la dotazione finanziaria è certa da tempo e proviene da uno stanziamento Cipe complessivo di 2 milioni di euro. Ragioni burocratiche fermavano la riattivazione dell’iter, essendo venuto purtroppo a mancare il precedente RUP, l’architetto Claudio Finarelli, figura che sappiamo essere stata reintegrata e che ora si potrebbe procedere. Non appena questo incontro ci sarà, sarà nostra premura coinvolgere sia i promotori della petizione, che l’Ordine degli architetti e tutti i soggetti che si sono interessati attivamente alla ripresa dei lavori nella chiesa, nella massima condivisione di un’azione volta a veder restituita al più presto alla città uno dei luoghi di culto più belli e storici di Chieti. Edificata nel 1239 al posto di una più antica dedicata a San Lorenzo martire, la chiesa ha una struttura a croce latina con navata unica e cinque profonde cappelle per lato. La facciata in mattoni risale alla prima metà del XIV secolo, ma a partire dal 1689 fu completamente ristrutturata e assunse l’aspetto attuale, conservato anche negli altri interventi di restauro che si sono succeduti durante la sua lunga vita. Gli interni sono interamente affrescati e conservano tele, statue, arredi di elevatissimo valore artistico, anche perché appartenenti a epoche e mani diverse. Per queste ragioni, siamo i primi a volere al più presto fruibile tanta e tale bellezza”

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