Questa guerra colpisce anche il mondo religioso, una lacerazione tra i due popoli che riguarda anche gli ortodossi. Ma a Chieti si è invocata insieme, nella chiesa del Carmine, la preghiera per la pace comune. La scandiscono insieme monsignor Bruno Forte e il presbitero ortodosso ucraino Anatoliy Grytskiv. Con loro, tra i banchi, le massime autorità cittadine e regionali, i rappresentanti dell’associazionismo e tanti giovani.Padre Anatoliy, che da anni guida, a Chieti Scalo, la comunità appartenente alla Chiesa ortodossa di Costantinopoli,ha ritenuto sacrilega l’aggressione di Putin e si sente offeso anche dalla adesione alla violenza espressa dal rappresentante della chiesa ortodossa russa – “Chi porta la croce non dovrebbe mai sostenere la guerra e se lo fa non è un buon cristiano”. L’arcivescovo teatino Mons.Bruno Forte ricorda l’incontro di tutti i rappresentanti dell’ortodossia avvenuto a Chieti nel 2016 ed evidenzia come questo a conflitto si possa rispondere con le armi della fede -“Solidarietà, accoglienza e preghiera e un fermo no all’azione russa.”
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