È scontro politico sulla gestione dei rifiuti e sulle condizioni della zona Casoni. A sollevare il caso è il consigliere comunale di Forza Chieti, Stefano Maurizio Costa, che contesta le recenti dichiarazioni dell’assessore all’ambiente e del sindaco, definite “sorprendenti” alla luce delle criticità segnalate dai residenti.
Secondo Costa, nonostante la discarica sia chiusa da due anni, il traffico di mezzi pesanti nell’area non si è arrestato. I camion, spiega, continuano a transitare perché diretti all’impianto di trattamento meccanico-biologico (TMB), e non alla discarica ormai inattiva. Una situazione che, a suo dire, smentirebbe l’idea di un alleggerimento della pressione sul quartiere.
Il consigliere ricorda inoltre una decisione assunta dal Comune nel 2023: la rinuncia al volume residuo della discarica precedentemente autorizzato dalla Regione. Una scelta che, secondo Costa, avrebbe avuto conseguenze economiche dirette. La società che gestisce il servizio, infatti, non disponendo più di spazio per conferire il sovvallo derivante dal trattamento del rifiuto indifferenziato, avrebbe aumentato i costi. Il prezzo per il trattamento del “secco” sarebbe passato da 127 euro a tonnellata a 175 euro, con un aggravio a carico dell’ente e, indirettamente, dei cittadini.
Non solo. Il volume residuo non utilizzato, sostiene Costa, sarebbe stato destinato alla discarica di Cerratina, gestita dalla società Ecolan, un passaggio che il consigliere definisce “sconcertante”.
Sul fronte del traffico, Costa punta il dito contro il diniego del Comune all’ampliamento del piazzale della Deco, necessario per lo stoccaggio delle ecoballe. Una scelta che, secondo lui, avrebbe comportato un aumento dei viaggi per il trasporto dei rifiuti. E non è tutto: l’impianto sarebbe attualmente in fase di potenziamento, con la ristrutturazione di una linea che dovrebbe incrementare del 30% la capacità di lavorazione. Un dato che, inevitabilmente, potrebbe tradursi in un ulteriore incremento del numero di mezzi in circolazione.
A questo si aggiunge il flusso di rifiuti provenienti da altre regioni, in particolare da Roma e Napoli, destinato a proseguire almeno fino all’entrata in funzione del termovalorizzatore laziale. Una prospettiva che, secondo Costa, rende improbabile una riduzione del traffico nel breve periodo.
Il consigliere conclude con un richiamo alla responsabilità politica, sottolineando come, anche in un contesto di campagna elettorale, sia necessario garantire “il rispetto della verità dei fatti” nei confronti dei cittadini, che restano i primi a subire le conseguenze di eventuali inefficienze e dei costi aggiuntivi.
