Caso Maretti, Pompilio: “Le deleghe al sociale non dovrebbero essere oggetto di baratto”

“Tragico balletto” dell’assessore Maretti che, ad oggi, non decide se dimettersi o scegliersi le deleghe. Assessore esterno scelto, spero, per le competenze tecniche ma che si presta a giochetti poco consoni ad un ruolo che dovrebbe essere di natura non politica. Lo dice la capogruppo di Azione Politica, Serena Pompilio. Non sapeva la Maretti che sarebbe stato un duro lavoro? E dove sta quel senso di responsabilità, cui si fa perennemente riferimento, che avrebbe imposto di valutare  a priori la compatibilità dell’impegno da assumere con quello lavorativo? Le deleghe al sociale, soprattutto in questo momento storico, rappresentano un punto fondamentale dell’amministrazione cittadina perché con il PNRR sono tantissimi i finanziamenti a favore delle classi più deboli. Anziché occuparsi di portate avanti i progetti che avevano incontrato il favore anche di parte dell’opposizione invece si sta assistendo ad uno scontro politico che vede protagonista il solito gruppo consiliare che da un lato si erge a paladino dell’equità salvo, poi, all’atto concreto sistematicamente allinearsi. Un secondo assessore che si dimette in un anno con una giunta che fino ad ora ha visto la nomina di 5 membri esterni: Cascini, Stella , Raimondi, Della Penna e Maretti. Le deleghe al sociale – conclude la Pompilio- non dovrebbero essere oggetto di baratto ma un impegno da portare avanti con senso di responsabilità e nell’interesse della collettività senza giochetti di ruolo.

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