Alle due segnalazioni inviate al Prefetto di Chieti, sia dalla consigliera Serena Pompilio che da tutti i consiglieri di Minoranza su quelle che vengono definite gravi irregolarità facenti capo alla Presidenza del consiglio comunale, rispondono tutti tranne che il diretto interessato ovvero il Presidente dell’assemblea civica teatina, Luigi Febo. Di seguito pubblichiamo i comunicati stampa giunti alla nostra redazione.
Per Silvio Di Primio Edoardo Raimondi e Valentina De Luca del gruppo Liberi a Sinistra “Come al solito la consigliera Pompilio cerca di trovare il modo di innescare inutili e sterili polemiche. Ne è l’ultima riprova il presunto caso della Commissione congiunta annullata, venerdì 20 gennaio, dall’Ufficio di Presidenza che ha scatenato la reazione della Consigliera Pompilio. La consigliera Pompilio, che grida allo scandalo, già da martedì 17 gennaio era stata messa a conoscenza, tramite mail, che la convocazione prevista per venerdì era da rimandare a causa dell’assenza dell’assessore chiamato a relazionare sul Regolamento per la Co- progettazione. Solo l’arcinota carenza di personale comunale dedicato ha fatto sì che la comunicazione ufficiale arrivasse giovedì 19. Ma, si ribadisce, la Consigliera Pompilio già ne era a conoscenza. Il Regolamento della Co-progettazione nell’ambito delle Politiche Sociali, oggetto dei lavori delle Commissioni congiunte, IV e VI, redatto dagli Uffici dell’assessorato alle Politiche sociali con la collaborazione di associazioni e organizzazioni, che hanno partecipato anche alla stesura del Piano Sociale, non è ancora stato approvato in due sedute di Commissione congiunta esclusivamente perché, nell’ottica di una larga partecipazione e condivisione anche con la minoranza, l’Assessore Mara Maretti , come fatto già con il Piano Sociale, ha aperto a tutte le possibili migliorie invitando tutti i Commissari, sia di maggioranza che di minoranza, ad esprimersi. Purtroppo, ad oggi, non è pervenuta alcuna proposta di miglioria, anzi l’opposizione ha presentato copie di regolamenti in uso ad altri Comuni che chiaramente non sono adatti e addirittura sono riferiti ad altri regolamenti quali quelli della Co-programmazione. Non c’è, quindi, alcuna spaccatura nella maggioranza, come strombazza la Pompilio, ma solo un tentativo di coinvolgere le opposizioni su un Regolamento necessario per dare piena attuazione a quanto approvato con il Piano Sociale votato anche da larga parte dell’opposizione. Tentativo purtroppo andato a vuoto e utilizzato in maniera spregevole e distorta da una parte (?) della stessa opposizione per illazioni sulla tenuta della maggioranza con falsità e travisamenti. Evidentemente a costoro più che il bene della Città interessa solo il tornaconto personale in tema di visibilità.D’altronde da una consigliera eletta con la maggioranza, nonostante la sua lista abbia complessivamente racimolato poco più di 400 voti (1,36%), che in virtù di questa appartenenza ricopre ruoli, appunto, destinati alla maggioranza ma che, non ritenendosi soddisfatta degli incarichi che le erano stati affidati, nei fatti svolge il ruolo di portavoce dell’opposizione anche con interventi in Consiglio Comunale oltre che quasi quotidianamente sui media e sulla stampa, c’è poco altro da aspettarsi. A buon inteditor poche parole!!!””
Per le civiche ‘Chi Ama Chieti’ e ‘Chieti C’è’ “la Presidente della Commissione Statuto e Regolamento Serena Pompilio predica bene ma razzola male”- si legge in una nota.“Parla di atti di imperio posti in essere dalla Presidenza del Consiglio eppure dimentica che la convocazione della seduta per discutere del «Regolamento sulla Coprogettazione» doveva essere condivisa con la Presidente della quarta Commissione, la Dott.ssa Gabriella Ianiro, la quale ha provveduto con estremo anticipo a coinvolgerla nella decisione di rinvio della convocazione stessa legata alla importante motivazione dell’assenza dell’assessore Maretti. Il tentativo di coinvolgimento è stato ignorato da parte della consigliera Pompilio, poiché evidentemente aveva impazienza di sollevare l’ennesima ulteriore polemica legata alle presunte irregolarità commesse dalla maggioranza, dunque non ha potuto riflettere e tenere un comportamento secondo il regolamento, ma soprattutto secondo il buon senso. Riteniamo peraltro che la condotta tenuta dalla Presidenza del Consiglio, provvedendo ad annullare la seduta in questione, in linea con quanto detta l’art.11 del vigente Regolamento Comunale, è stata improntata alla necessità di comporre i desiderata di entrambe le Presidenti, essendo già stata inviata ufficialmente la convocazione. È inutile e destabilizzante ricorrere ogni volta all’autorità prefettizia ponendo, tra l’altro, si ribadisce, parametro delle presunte irregolarità il proprio esclusivo e parziale punto di vista. Piuttosto – conclude la nota – la consigliera Pompilio spiegasse definitivamente ai propri elettori ed all’intera comunità Teatina quale sia la sua reale collocazione politica, in quanto ricopre un ruolo che spetta alla maggioranza eppure critica e contesta quotidianamente la maggioranza stessa anche più dei consiglieri che, almeno, all’opposizione stanno dal primo giorno di questa consiliatura”.
Quanto al gruppo del Pd formato dai consiglieri Filippo Di Giovanni, Barbara Di Roberto, Paride Paci, Pietro Iacobitti “Di fronte al reiterarsi di gratuiti ed ingiustificati attacchi giornalistici dell’opposizione consiliare teatina, che non smentisce se stessa in quanto a populismo e demagogia, il Gruppo PD di Chieti fermamente rigetta le accuse rivolte al Presidente del Consiglio Luigi Febo, cui conferma altresì massima fiducia politica e rispetto istituzionale. Accuse, quelle dei gruppi di opposizione che strumentalmente si rivolgono ad altre figure Istituzionali costringendole ad esposizioni giornalistiche magari indesiderate, non solo infondate in quanto al merito, bensì da noi ritenute verosimilmente, ma volutamente, lesive dell’immagine pubblica ed istituzionale del Presidente del Consiglio. Presidente che mai ha abdicato al suo ruolo super partes, ma che viene chiamato in causa e legittimamente interviene proprio ai fini del regolare svolgimento dei lavori di commissione, e sempre nell’interesse dell’efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa. Se di violazioni e forzature regolamentari si vuol parlare, quelle sono invece da attribuirsi alla gestione della VI Commissione che oggi, per storture politiche non attribuibili al Presidente Febo, è presieduta da un Consigliere di opposizione quale dichiaratamente è Serena Pompilio. Caso sicuramente più unico che raro in tutti i Comuni italiani. Anche i Presidenti di commissione, infatti, hanno un ruolo super partes e sono sottoposti al rispetto delle norme e alle prassi del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale. Regolamento che forse non si comprende ancora, oppure che si legge ed interpreta a proprio utilizzo di parte. Senza voler tediare troppo i nostri concittadini, ma per dovere di trasparenza e correttezza nei loro confronti, vale la pena dunque specificare che il Regolamento del Comune espressamente prevede che sia il “Presidente del Consiglio ad affidare gli affari alle commissioni” e che “se un affare ricadde nella competenza di più commissioni è lui a disporne l’assegnazione in seduta congiunta”. Nello specifico, sebbene sia in capo al Presidente di commissione la prerogativa della convocazione, questa stessa prerogativa è data al Presidente del Consiglio, dal che la prerogativa della revoca, peraltro non specificamente contemplata, con identica reciprocità di competenza e ruolo. Soprattutto il nostro Regolamento chiaramente dice che “qualora sussista una manifesta complessità nel poter esaurire con una sola seduta un determinato argomento, il Presidente di commissione, preventivamente, concorderà un calendario di lavoro con il Presidente del Consiglio finalizzato a contenere il numero delle sedute nei limiti di quelle ritenute strettamente necessarie”. Tutte queste disposizioni, in particolare l’ultima che assume particolare importanza in un Comune in pre-dissesto, non solo indicano i criteri e le prassi da seguire per il buon funzionamento degli organi amministrativi, ma palesano la leale collaborazione richiesta e dovuta da tutti, opposizione compresa, proprio per rispetto di quei princìpi democratici cui la minoranza si appella, ma che per prima non rispetta. Dunque, ciò che potremmo dire è che la Consigliera Pompilio, che tutto fa tranne che collaborare e condividere il suo operato rispettando le disposizioni sopra ricordate, utilizza il suo ruolo con mere finalità di parte politica, e che l’eco e la sponda degli altri consiglieri di opposizione sono banali ed infantili polemiche sul nulla che hanno il solo scopo di delegittimare la maggioranza che guida la città. Non può infatti che inquadrarsi in questo modo anche il voler nuovamente tirare in ballo l’Assessore Maretti che gode appieno della fiducia non solo del Sindaco, ma anche dei gruppi consiliari. Giacché il Regolamento dalla stessa proposto in Commissione, dove ricordiamo non c’è funzione deliberativa vincolante, dopo aver passato il vaglio in Giunta è stato ampiamente condiviso e discusso già in due sedute di commissione, se proprio di imposizioni ed autarchia si vuole parlare, questa va attribuita alla consigliera Pompilio che nonostante sapesse dell’impossibilità a parteciparvi sia della stessa Assessore Maretti, quanto di diversi consiglieri di maggioranza, non ha voluto riconcordare una data diversa da venerdì 19 gennaio né con la dott.sa Ianiro, né con il Presidente Febo. Rivendicare Democrazia quando deliberatamente si impongono riunioni in date non condivise, ma che anzi escludono la partecipazione di altri, non solo è ridicolo, ma improponibile. Bene dunque ha fatto il Presidente Luigi Febo a salvaguardare non solo il diritto di ogni consigliere e dell’assessore proponente a partecipare, ma a disporre la revoca di una seduta, non preventivamente calendarizzata e concordata, ma che avrebbe visto solo la corresponsione di un gettone di presenza inopportuno per il Comune, ma evidentemente utile per altri”.
