Caccia, la Regione presenta la bozza del calendario venatorio 2026/2027: il WWF lancia l’allarme su pre-aperture e rischi per l’orso

L’associazione ambientalista critica l’anticipo della caccia al cinghiale e le pre-aperture di settembre: “Scelte irresponsabili”.

La prima bozza del calendario venatorio 2026/2027 è stata presentata in sede di Consulta faunistica venatoria. E subito arrivano le prime contestazioni: il WWF Abruzzo ha inviato alla Regione, all’ISPRA e al Comitato Tecnico Faunistico-Venatorio Nazionale un articolato documento di osservazioni, nel quale esprime forte preoccupazione per diversi punti del testo.

Pur riconoscendo alcuni miglioramenti introdotti negli ultimi anni anche grazie ai ricorsi vinti dall’associazione, il WWF sottolinea come la nuova bozza continui a contenere “scelte rischiose e ingiustificate”. Nel mirino soprattutto le giornate di pre-apertura, l’allungamento dei periodi di caccia, alcune specie ancora sottoposte a prelievo e l’impatto dell’attività venatoria nei territori frequentati dall’orso marsicano.

Particolarmente dura la critica sull’anticipo della caccia al cinghiale nelle aree dove è presente l’orso.
«È incomprensibile e irresponsabile – dichiara Filomena Ricci, delegata del WWF Abruzzo – riproporre l’apertura a ottobre quando per anni era fissata a novembre. In quel periodo l’orso deve accumulare riserve per l’inverno: aumentare il disturbo significa compromettere anni di lavoro».

L’associazione denuncia inoltre la mancata applicazione della Delibera di Giunta 480/2018, che stabilisce la perimetrazione dell’Area Contigua del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. La legge 394/91 prevede infatti che in queste zone si debba limitare il carico venatorio, fissare modalità specifiche e consentire la caccia ai soli residenti, come già avviene nel Lazio.

La bozza conferma anche le pre-aperture a settembre per diverse specie — gazza, cornacchia, ghiandaia, quaglia e colombaccio — una scelta definita “inaccettabile”.
«Chiediamo che l’apertura generale sia fissata al 1° ottobre per tutte le specie – afferma Claudio Allegrino, responsabile delle Guardie WWF Abruzzo –. Eliminare le pre-aperture garantirebbe minori impatti sulla fauna e un migliore contrasto al bracconaggio».

Il WWF chiede inoltre di escludere dal prelievo coturnice, starna e allodola, specie considerate incapaci di sostenere la pressione venatoria.

Quanto alla chiusura della stagione, l’associazione propone lo stop per tutti gli uccelli entro il 31 dicembre. Ritenuta ingiustificata, infatti, l’estensione della caccia alla beccaccia fino al 31 gennaio, in contrasto con le indicazioni ISPRA e con un’ordinanza del Consiglio di Stato. Contestata anche la caccia al fagiano oltre il 30 novembre.

Nella bozza manca infine un richiamo al divieto di caccia nelle aree percorse dal fuoco, previsto per dieci anni nelle zone boscate interessate da incendi. Una lacuna già segnalata dal WWF a livello nazionale.

«Le criticità restano evidenti – conclude Ricci –. Auspichiamo che il parere dell’ISPRA recepisca le nostre osservazioni e che anche gli altri enti competenti intervengano per ridurre gli impatti della programmazione venatoria abruzzese».

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