Bruno Leombroni contro il Comune: “Le manifestazioni estive a Chieti senza un minimo di organizzazione”

LETTERA APERTA

Come cittadino sono molto contento che nella nostra città si svolgano manifestazioni culturali anche di qualità, come produttore e organizzatore di musica e teatro un po’ meno, vista l’approssimazione e le carenze organizzative.
Venerdì 30 luglio in piazza G.B. Vico c’è stato un concerto prodotto dalla associazione da me fondata e di cui sono presidente, con un duo di musicisti unanimemente riconosciuti a livello internazionale: Bepi D’Amato e Tony Pancella. La città ha risposto molto bene all’evento “nonostante” la carenza di promozione (l’unico comunicato è stato preparato ed inviato dal pianista
Tony Pancella) e la mancanza totale di organizzazione. Per riuscire ad avere il contratto firmato per regolarizzare la serata abbiamo dovuto faticare non poco per ottenere una conferma scritta dalla associazione di Foggia (!?!) organizzatrice del concerto.  I musicisti stessi non sapevano conchi relazionarsi per le questioni tecniche ed organizzative. Evidentemente per un disguido non e’stato fornito il service che viene messo abitualmente a disposizione degli artistidall’Amministrazione, cosicché’ e’ stato possibile “rimediare” alla dimenticanza fruendo di untecnico d’eccezione con una strumentazione più che adeguata.
Per il resto, per tutta la serata non abbiamo visto nessuno: nessuno ad accogliere i musicisti, nessuno ad indicare l’orario di inizio, nessuno a presentare; non abbiamo visto un minimo di accoglienza e di ospitalità. Per poter avere un po’ di acqua i musicisti si sono dovuti rivolgere, durante il concerto, all’ingegnere del suono che si è dovuto recare al bar per prendere due bottiglie. Bar dove si sono dovuti recare gli stessi musicisti per cambiarsi prima di salire sul palco. Nessuno si è presentato
per verificare l’agibilità dei musicisti (forse elemento sconosciuto agli amministratori) e tantomeno a far compilare il programma musicale obbligatorio nei confronti della SIAE. Mi chiedo perché tutto questo. Perché non si ritiene importante l’aspetto organizzativo nella realizzazione degli eventi?
Perché si considerano gli artisti solo come personaggi che si divertono ad esibirsi e non come professionisti del settore?
Avere la fortuna di trovarsi in casa musicisti di qualità non deve lasciare spazio alla improvvisazione e sciatteria della organizzazione, perché’ gli artisti che non hanno particolari legami con la Città’ potrebbero anche decidere di non tornarvi e, comunque, potrebbero conservare l’idea di un luogo non accogliente.
Spero che ciò che è accaduto in questa occasione sia solo un incidente di percorso e non la linea culturale della città. Lo spero vivamente per il futuro stesso di Chieti ed auspico che questa critica costruttiva venga colta come utile contributo per una più proficua gestione di qualità’ degli eventi.
Un cordiale saluto e augurio di buon lavoro.
Bruno Leombroni

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