
In merito alla gravosa questione che inerisce la vaccinazione dei teatini, Azione Politica ha depositato un Ordine del Giorno, che verrà trattato nel prossimo Consiglio Comunale di Chieti, affinchè la Regione Abruzzo e la Asl di Chieti facciano chiarezza sui criteri di chiamata degli aventi diritto alla vaccinazione contro il Covid-19. Ad oggi, infatti, – si legge in una nota di Azione Politica – è impossibile comprendere i criteri utilizzati dai prefati Enti nel proprio piano vaccinale atteso che la convocazione degli ultraottantenni risulta essere incompleta e farraginosa. I dati in nostro possesso dimostrano che solamente all’8,8 % degli appartenenti alla fascia di età in questione sono state somministrate entrambe le dosi di vaccino mentre la prima somministrazione ha riguardato poco più del 36% della popolazione ottuagenaria. Tali evidenze pongono tristemente l’Abruzzo agli ultimi posti della classifica nazionale. Come se ciò non bastasse – si legge ancora nella nota – registriamo che il numero di cittadini vaccinati con un’età inferiore agli 80 anni, appartenenti a categorie ritenute bisognose di apposita tutela ma per i quali il tasso di mortalità in caso di contagio è inferiore all’1%, è superiore al numero dei vaccinati ultraottantenni. Riteniamo che gli anziani, ovvero coloro che sono maggiormente a rischio in questa tremenda epidemia, meritino maggiore tutela anche perchè, di questo passo, la loro vaccinazione verrà completata tra molti mesi. Fino a quando il numero di vaccinati nella popolazione più a rischio non sarà prossimo al 100% il costo che continueremo a pagare in termini di vite umane sarà esorbitante. Ad abundantiam si consideri poi che, fino a quando il numero di decessi continuerà a restare alto, sarà impossibileriprendere i ritmi della vita ordinaria, siano essi riferibili a quella sociale o a quella economica.I dati sopra evidenziati sono già di per sé stessi molto allarmanti ma a ciò si aggiunga che i responsabili regionali non stanno utilizzando alcun criterio di chiamata oggettivo così alimentando sospetti e paure su eventuali favoritismi e, soprattutto, sui tempi di durata eccessivi della campagna vaccinale. Sul territorio teatino abbiamo registrato la somministrazione della prima dose a persone di ottanta anni mentre cittadini di età superiore non hanno ancora ricevuto alcun trattamento.Da ultimo dobbiamo registrare la totale assenza di adozione di qualsivoglia principio anche nella somministrazione di dosi avanzate a fine giornata. E’ così difficile creare delle liste di attesa tra gli appartenenti alle categorie fragili che potrebbero usufruire delle dosi residuali? Se qualche amministratore ritiene che la gestione di tali criticità sia insormontabile forse dovrebbe prendere atto di essere inadatto alla amministrazione della cosa pubblica ragion per cui lo invitiamo ad una coraggiosa presa di coscienza ed una ancor più coraggiosa conseguente decisione: una cosa è certa, l’Abruzzo e la città di Chieti in particolare non possono più tollerare la situazione di precarietà e pressapochismo vissuta sino ad oggi!!! I vertici regionali % conclude la nota – chiariscano una volta per tutte i criteri del proprio piano vaccinale e si dimostrino finalmente adeguati ad affrontare la drammatica situazione che stiamo vivendo.
