Oggi in commissione Salute del Consiglio regionale ho deciso di portare all’attenzione dei colleghi commissari un annoso problema che riguarda l’assistenza sanitaria dell’intera Regione e in particolare nella Asl Lanciano-Vasto-Chieti, ovvero l’applicazione dei Livelli Essenziali di Assistenza per l’autismo. Nella provincia di Chieti sono tante, purtroppo troppe, le famiglie in attesa che i propri figli vengano presi in carico dalla Asl di riferimento, con attese di mesi se non anni. Una situazione gravissima se pensiamo a quanto sia di fondamentale importanza che gli interventi assistenziali nei disturbi dello spettro autistico siano tempestivi; eppure ad oggi, secondo quanto riferito dal direttore sanitario Muraglia nella Asl02 sono oltre 50 i bambini e i ragazzi in lista di attesa che attendono la presa in carico da parte della Asl”. Lo dice la consigliera regionale del M5S Barbara Stella. “IL DPCM del 12 gennaio 2017 inserisce a pieno titolo le persone con disturbi dello spettro autistico nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) sanitaria ma nonostante questo troppe volte le famiglie sono state costrette a dover ricorrere al Tar per ottenere dalla Asl le cure necessarie e adeguate per i propri figli, con un impatto devastante sulle famiglie stesse soprattutto in termini emotivi. La Presidente dell’Associazione Asperger Abruzzo, ascoltata oggi, ha confermato come le criticità presenti all’interno della Asl02 siano ancora enormi e che le famiglie in attesa vivono situazioni molto difficili perchè l’attuazione tardiva delle terapie possono compromettere il raggiungimento di un livello di competenze adeguato e sviluppare buoni livelli di autonomia – aggiunge Stella”. Purtroppo la Asl02 prosegue nell’accreditamento di strutture private per fornire le cure previste in base alle linee guida ministeriali e proprio su questa strada pare che voglia proseguire per eliminare gli oltre 50 pazienti ancora in lista di attesa. Questa sicuramente è una soluzione momentanea, ma di certo non può essere considerata come la soluzione del problema che dovrebbe essere affrontato in modo serio e soprattutto integrandolo davvero all’interno del sistema sanitario regionale e non esternalizzandolo, con un contestuale aggravio della spesa sanitaria e, a volte, non offrendo nemmeno le cure più adeguate”. Secondo la consigliera regioanle “è necessario che la Asl Lanciano-Vasto-Chieti, con il sostegno della Regione Abruzzo, si adoperi al più presto istituendo un reparto di Neuropsichiatria infantile, assumendo personale qualificato e che si prevedano annualmente risorse per l’aggiornamento del personale incaricato, effettuando, qualora possibile, le terapie in ambiente naturale, a domicilio, rispondendo alle reali esigenze della famiglie e dei lori figli che necessitano della migliore assistenza sanitaria possibile”.
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