di Franco Zappacosta
Da “The sound of silence” (come aperitivo, più assaggini vari) a “Stand by me” (per dessert), Alfonso Di Berardino, sempre accompagnato con la chitarra da Fabrizio Stella, ha aperto e chiuso il bellissimo evento “A cavallo di una chitarra, 40 anni dopo” compiendo uno di quei miracoli (o magie) che avvengono nella occasioni speciali, quelle piene di emozioni e di ricordi. Pienone in Piazza G.B. Vico ieri sera, sabato, per uno spettacolo organizzato dal regista e autore teatino Fabrizio Franceschelli e dalla moglie (musa) Anna Cavasinni. Franceschelli nel 1983 realizzò uno sceneggiato per Rai3 il cui nucleo narrativo era costituito dall’arrivo in una periferica realtà come quella di Chieti della musica beat. Le vicende, gli inizi, difficili tra lo scetticiamo della gente e la penuria di mezzi, e poi l’ascesa professionale, di un complesso (“The Crows”) che rivaleggerà con un’altra band, “I Rifiutati”. Serata dedicata al ricordo di due musicisti che lo show se lo sono gustato dal cielo: Paolo Giordano, chitarrista pescarese scomparso nel dicembre 2021, e Francesco Tarantelli, chitarrista di Chieti, che ci ha lasciati qualche mese fa. Lo spettacolo l’ha dunque aperto Alfonso Di Betardino, uno che della musica dei 60 fu uno dei primi, principali esponenti. Voce solista de “Gli Angeli”, conserva una bravura interpretativa eccezionale, è tuttora attivo e tiene serate, segno di una ammirevole intatta vitalità. Alfonso ha anche eseguito un “Sapore di sale” su precisa richiesta del sindaco Ferrara, presente. Nel corso della serata, condotta da Fabrizio e Anna, sono stati proiettati spezzoni dello sceneggiato del 1983 ed è stato bello rivedere volti noti di ragazzi che quella musica beat giunta in città come un vento nuovo la accolsero subito nel cuore, in seguito coltivandola con immensi sacrifici e altrettanta immensa passione. Abbiamo così riascoltato le testimonianze di Alberto Liberi e del compianto Luciano Colalè (in piazza c’era il fratello), Claudio Giannini, chitarrista de “I Timidi” (altra storica band teatina), di Elio Tacconelli (più conosciuto come “Barabba”) e Ettore Desiderio. Belli anche gli interventi (in quello sceneggiato) di Antonio Di Leonardo, musicista e commerciante di articolo musicali che non fece mai mancare il proprio aiuto ai ragazzi di Chieti nei quali ardeva il sacro fuoco. Quando nel finale dello sceneggiato c’è la gara tra i due complessi rivali, la parte del presentatore viene interpretata da un giovanissimo Nino Germano, poi diventato giornalista Rai. Gli spezzoni del lavoro tv proiettati si sono alternati con le performance di gruppi musicali dell’epoca, tutti ancora da applausi. Ecco sul palco “I Rifiutati”: Carlo Scarpelli (chitarra), Ettore Di Boscio (voce e chitarra), Gianni Esposito (batteria), Giancarlo Sperandio (basso). Da brividi la loro esecuzione di “C’è una strana espressione nei tuoi occhi”, seguiti da pezzi dei Traffic e dei Queen (segno dell’ampiezza del repertorio). Peccato non aver potuto ascoltare “I Bandiera Gialla” avendo il covid contagiato un componente.
È toccato poi a “I Tot” con lo stesso Fabrizio Franceschelli al basso, Riccardo Ottaviano (batteria), Vincenzo Tano (chitarra e voce). Infine “The Crows”, tutti con una maglietta recante impressa la foto di Paolo Giordano a testimoniare un ricordo che permane vivo: Lucio Di Francesco (chitarra e voce, è il sostituto di Paolo), Sandro Di Muzio (batteria), Guido Carinci (batteria), Michele Pimpini (basso) Piero Luzi (chitarra), Marco Pomante (tastiere), Jasmine Cirone, bravissima voce, ha cantato una “I can’t get no satisfaction” che ha dato emozioni fortissime. Particolarmente apprezzato il flautista Gabriele Di Iorio, altro esponente di quella remota epoca, che “da grande” ha avuto un grande successo professionale. Ha eseguito al flauto un pezzo classico, incantando tutti: la “Bourree”. Ospiti sul palco Nino Germano, Alberto Marrone e l’attore Renato Iezzi in tv il papà di un giovane aspirante musicista che nega al figlio l’acquisto di una batteria “perché poi le rate chi le paga?”. E infine hanno ancora reso, stavolta dal vivo, la loro testimonianza su quell’irripetibile età dell’oro Alberto Liberi e Elio “Barabba” Tacconelli. Chiusura affidata ad Alfonso D.B., inutile sottolinare: dulcis in fundo.
Show dalle nove a mezzanotte passata: ore volate.



