Chieti riscopre Giannina Milli: poesia improvvisata e spirito risorgimentale al centro del nuovo incontro culturale

Prosegue a Chieti il ciclo di incontri “Chieti prima di Chieti – Chieti e l’Abruzzo intellettuale”, promosso dall’Associazione culturale Teate Nostra insieme ai Dipartimenti dell’Università G. D’Annunzio Chieti-Pescara. La rassegna, ospitata nell’Auditorium V. Cianfarani del Museo Archeologico La Civitella, continua a valorizzare figure e momenti chiave della storia culturale abruzzese.

Mercoledì 22 aprile 2026, alle ore 17.30, il decimo appuntamento sarà dedicato a Giannina Milli, singolare interprete dell’Ottocento italiano. Il titolo dell’incontro – “Giannina Milli; ‘improvvisatrice’ abruzzese del XIX secolo” – introduce un’analisi della sua attività artistica e del suo ruolo nel contesto del Risorgimento italiano.

A intervenire sarà Luciana Pasquini, docente associata di Letteratura italiana, impegnata da anni nello studio della produzione letteraria e teatrale tra età romantica e verismo. La studiosa, con una significativa attività accademica anche all’estero, guiderà il pubblico alla scoperta di una figura capace di unire arte e impegno civile.

Giannina Milli, nata a Teramo nel 1825 e morta a Firenze nel 1888, si distinse per la sua abilità nell’improvvisazione poetica, una pratica che trasformò in una vera e propria forma di spettacolo. Le sue esibizioni pubbliche, a metà tra declamazione e performance teatrale, divennero strumenti efficaci per diffondere ideali patriottici e sostenere il processo unitario italiano.

L’incontro metterà in evidenza proprio questa duplice natura: da un lato la spontaneità creativa, dall’altro una consapevolezza artistica e politica che rende la Milli una figura originale nel panorama degli improvvisatori dell’epoca. Il suo fitto epistolario e la partecipazione attiva alla vita culturale e civile ne confermano il ruolo di protagonista nel dibattito risorgimentale.

Il ciclo di conferenze, iniziato l’8 aprile e in programma fino al 3 giugno, si conferma così un’importante occasione per riscoprire il contributo dell’Abruzzo alla storia intellettuale italiana, offrendo al pubblico momenti di approfondimento e confronto su temi ancora oggi rilevanti.

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