Tengono banco le polemiche attorno alla delocalizzazione delle associazioni dalla ex caserma Pierantoni e la mancata fermata lo scorso 12 settembre alla stazione di Chieti Scalo del treno veloce (si è trattato di un test) che collega la costa Adriatica a Roma. Sul caso Pierantoni, il sindaco Diego Ferrara e la consigliera Silvia Di Pasquale replicavano a Serena Pompilio, consigliera comunale di Azione Politica. “Fino a ieri pensavamo di aver ampiamente chiarito la posizione dell’Amministrazione in merito alla necessaria delocalizzazione delle associazioni che oggi occupano i locali della ex caserma Pierantoni, dove fra qualche mese verrà approntato l’atteso cantiere di riqualificazione, per destinarvi uno studentato a servizio della popolazione universitaria e nel cuore del centro storico. Non pensavamo che la soluzione in progress potesse diventare per qualcuno l’ennesima occasione di strumentalizzare fatti chiari e trasparenti, forse solo in nome della propria visibilità”, dicono il sindaco e la consigliera delegata al Patrimonio. “A fronte di una specifica richiesta di incontro, una delegazione, infatti, è stata ricevuta qualche giorno fa, alla prima data utile e con i partecipanti si è convenuto di arrivare a un confronto tecnico con gli uffici, che si terrà, come annunciato, la prossima settimana – riprendono – In quell’incontro è stato inoltre accordato alle associazioni uno slittamento a febbraio della data di rilascio dei locali, che a giugno dovranno essere sgomberati per lasciare posto ai lavori che sono improcrastinabili ed è stato anche annunciato che l’Amministrazione sta redigendo un Regolamento comunale per stabilire criteri trasparenti e inclusivi per l’assegnazione di spazi pubblici, a cui seguirà un bando per chiederli. Contiamo di definirne l’intero iter a breve, comunque in tempo per la scadenza di febbraio, in modo che quelle associazioni e tutte le altre della città, potranno ambire ad avere una sede con regole certe, requisiti chiari, la trasparenza che è mancata fino a oggi, visto che abbiamo realizzato che molte realtà si ritrovano in quegli spazi senza titolo o vi hanno investito risorse, senza che il Comune ne fosse a conoscenza.Questo non può più accadere. Per tale ragione ci chiediamo di quale gaffe parli la consigliera Pompilio, che ha preso parte a una riunione che era ormai ampiamente superata dalla realtà, ma non per fare uno sgarro a qualcuno, come nella sua “requisitoria” ci accusa, bensì per l’esigenza di chiarire e risolvere istanze che sono state poste all’Amministrazione, perché è questo che accade quando si governa una città. Infatti, lunedì’ sentiremo, come pattuito, i delegati delle associazioni per fissare la data di un incontro tecnico con gli uffici che servirà loro per prendere cognizione della situazione logistica degli spazi e vagliare, insieme, alternative percorribili, capaci di definire concessioni a pieno titolo e secondo i desiderata dei richiedenti. Non riusciamo a capire, dunque, cosa ci sia di malfatto in tutto questo e, di conseguenza, non possiamo credere che la consigliera voglia invece avallare affidamenti senza chiarezza, né regole, che comportino costi per l’Amministrazione, o, peggio che voglia illudere gli associati con il ventilato coinvolgimento di strutture private di cui questo Ente non può avere disponibilità, come ci risulta sia accaduto ieri.Anche in questo caso, però, la consigliera, che non perde occasione di stigmatizzare il nostro operato ma che ad oggi non ha ancora formalizzato la sua uscita dalla nostra maggioranza, arriva tardi e senza una proposta concreta sugli argomenti di cui parla, cercando uno scontro che forse può generare visibilità, ma nei fatti non è utile né alla città, né alle associazioni che intende tutelare, realtà con cui stiamo già dialogando fattivamente”. Al sottosegretario Umberto d’Annuntiis e al capogruppo alla Regione di Forza Italia, Mauro Febbo, Ferrara replica così, “Se c’è qualcosa di imbarazzante in merito alla vicenda della fermata di Chieti del treno veloce di TUA sulla linea Pescara-Roma, è la risposta sollevata a mezzo stampa da parte di due membri passati e presenti dell’Esecutivo regionale. Governo a cui io mi sono riferito non con atti irrituali, né avventati, ma con una lettera formale in cui, da Sindaco, chiedevo legittimi chiarimenti su una questione di somma importanza per la città. Di cosa dovrei vergognarmi? Di essermi preoccupato per il fatto che il primo test del trenino approntato dalla società regionale di gestione del trasporto pubblico abbia bypassato Chieti, tanto da ricevere persino le scuse per le vie brevi da parte dell’apparato di Rete Ferrovie Italia? Spieghino invece il sottosegretario D’Annuntiis e l’ex assessore Febbo, che peraltro mi accusano di affrontare la questione a mezzo stampa, perché invece loro hanno replicato con una nota e non hanno risposto formalmente alla lettera indirizzata al Presidente Marsilio e al sottosegretario alla presidenza della Giunta, che è l’unico atto da me prodotto sulla vicenda. Dicano anche come mai Chieti è stata esclusa dal primo test, perché, a fronte di quanto abbiamo visto e letto nelle dichiarazioni ai media durante il primo viaggio, a noi non è sembrato così scontato o conseguenziale che la fermata fosse contemplata, da qui la richiesta di chiarimenti. Tranquillizzi la sua città l’ex assessore, ma lo faccia con i fatti, non col tentativo di ridicolizzare un Sindaco costretto a chiedere chiarimenti su scelte regionali. Lo faccia risolvendo chiaramente un ragionevole dubbio corso nel pensiero di moltissimi concittadini, dopo le tante privazioni che il nostro territorio ha subito in questi mesi: sul fronte sanità, università, investimenti, lavoro, tanto da divenire un’istanza di cui io mi sono fatto parte. In attesa di avere certezze da parte della Regione sulla fermata nella tratta, che chiederemo anche alle Ferrovie di continuare a garantire, continuerò a impegnarmi positivamente per la città, perché credo sia questo ciò che deve fare un pubblico amministratore e che dovrebbe fare anche chi si candida a rappresentare il suo territorio in seno agli enti locali”.
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